I Judah sono fondamentalmente i Suicide di Martin Rev e Alan Vega. Non è che ci somiglino e basta: sono proprio lo stesso gruppo, adorato senza ritegno nelle otto tracce componenti Cool Crap.
Assodata l’imbarazzante somiglianza, l’album si fa tuttavia ascoltare: Holy è la versione sonnambula dello storico gruppo di Frankie Teardrop, Fall (Let’s Jesus Play) rallenta i giochi ancor più finendo per lambire un’estasi di sogno, mentre pezzi quali The King Of Las Vegas altro non sono che i Doors di L.A. Woman ibridati ai Suicide medesimi.
Se la musica proposta vale probabilmente più per quello a cui allude (i Suicide omaggiati esplicitamente sin dal titolo in Ode To Suicide, paradossalmente una delle meno derivative canzoni del platter), nondimeno l’ascolto riesce piacevole se si è compassionevoli verso questo vizio di forma. Chiude la ninna nanna Strychnine, disperata istantanea minimale sulla quale la voce flebile e malsanamente torbido-sensuale sfoca e scolora continuamente. L’effetto seppia è garantito.
(6.0/10)
Scheda: Judah
Pubblicazione: 01 Aprile 2004
File under: Wave
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