Recensione
The Invisible Lodger Various Production, Gerry Mitchell
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spoken word electronica Voti redazione e staff

Various Production, Gerry Mitchell

The Invisible Lodger

Fire Records

Gerry Mitchell – artista e poeta da Glasgow – non è nuovo al muoversi in appoggio ad altre entità. Lo avevamo ascoltato salmodiare le sue litanie poetiche sull’art-rock da camera di Little Sparta in un disco di un paio di anni fa; ora lo ritroviamo in joint venture con Various Production, coppia di semianonimi musicisti inglesi che definire prolifici è eufemistico (almeno una dozzina di singoli ed ep al loro attivo).

Se al tempo di The Ragged Garden, lyrics & vocals di Mitchell si adagiavano sulle progressioni cameristiche del “gruppo spalla”, ora applicate sulla sorta di colonna sonora immaginaria e horror aggregata da Various Production acquistano ancor più spessore evocativo.

The Invisibile Lodger è composto da 17 sketches più o meno brevi strumentalmente a metà tra le ambientazioni grigio-weird-industriali dell’Eraserhead lynchiano e i momenti più cupi e meno orchestrali della filmografia di Jarman. Le divagazioni e gli sconfinamenti verso folkerie albioniche varie (cornamuse, violini e quant’altro, tutto rigorosamente processato) con addirittura soluzioni latamente grime segnano il gusto per una elettronica raffinata e bastarda, non a caso definita (con molta fantasia) folk-dubstep.

L’apporto di Mitchell è invece immolato ad una sorta di “scream of consciousness”, per usare le parole della casa madre, in cui i timbri e le atmosfere gloomy ricordano i momenti più ispirati di Coil et similia, ben sposandosi con l’immaginario evocato dal duo elettronico. Collaborazione decisamente riuscita per un album indubbiamente notturno da catalogare sotto il termine spoken-word electronica.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: spoken word electronica

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