Direttamente dalla scuola romana di Passarani, Mario Pierro esce con questo nuovo progetto in solitaria. E il nuovo lavoro parla ovviamente di Detroit e di Italo con la I maiuscola. Perché come al solito da noi è lo stile che conta. La ricerca non sta nell’esplorazione di nuovi mondi. Il 'niente di nuovo' formale, ancorato ad uno stile ormai riconosciuto dai DJ di tutto il mondo, viene controbilanciato dai dettagli che annegano nella storia della motor city per eccellenza.
La tracklist non può quindi che essere un tripudio di bassi pesantissimi (Love Song) e di synth col sapore di analogico (Holidays In Space, Crashing), ricordi di Italie che non ci sono più (Summer 1986) e plasticità breakdance (Azymuth), tutto condito da un attitudine spacey che fa scorrere qualche lacrima di nostalgia a chi ha qualche capello bianco di troppo.
Qui si è già presa da molto tempo una via che non ha niente a che vedere con il french touch e che semmai si accosta alle estetiche dei friulani della Scuola Furano o dei vicini Fare Soldi. C’è speranza che questo disco sia uno dei più suonati dai DJ che non cavalcano l’hype. Italians do it better. Again.
(7.0/10)
Scheda: Raiders Of The Lost Arp
Pubblicazione: 01 Gennaio 2009
File under: 80 tech funk
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