Dalla scozia passando attraverso la berlinese Tresor con il collega Schmidt. Landstrumm ritorna dopo il Restaurant of Assassins di qualche anno fa, sempre su Planet Mu. Se quel disco era intriso di ragga tech, qui ci si fa trasportare dal presente e si indagano le connessioni con la techno e con il clubbing, nel flavour che molti definiscono wonky. Un suono che si arricchisce di bleep a 8 bit e che riporta sul piatto le esperienze del glitch innestandole con il verbo step.
L’operazione del ragazzo di Edimburgo si accosta alla direzione principale che il gotha del dubstep sta imponendo alla scena. Ormai lo stile è pressoché definito e le spinte innovative si trovano nella contaminazione. Ma qui non si va a pescare dal floor, qui ci si incupisce con le camere strette della techno isolazionista.
Più che Berlino si respira l’aria belga dell’E; anche se i BPM non sono alti, il mentasm ci colpisce sporadicamente lo stomaco. Qualche accenno all’IDM (King Of Malta), una puntatina alle devastazioni da acido nel basso deep di £20 To Get Home, e infine un pizzico di trance d’n’b (Mask Of Musk) completano il discorso sullo stato di smarrimento che gli electrocompositori stanno attraversando. La tecnica ovviamente c’è, ma manca l’omogeneità della visione. Alla prossima, Neil.
(6.5/10)
Scheda: Neil Landstrumm
Pubblicazione: 01 Gennaio 2009
File under: wonky techstep
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