Il DJ californiano torna a concentrarsi sulla sua ristretta cerchia di amici e sforna un mix degno del Fabric. Ancora una volta minimal techno a farla da padrona, dopo lo scherzetto 80 Metro Area (sul numero precedente della serie del rinomato club britannico). L’omogeneità della proposta conquista subito al primo ascolto e man mano che si prosegue nel viaggio si ricordano le stagioni in cui eravamo là davanti alle casse a vibrare. Perché questo è clubbismo distillato techno.
Un magma di progressioni (Subharmonik Atoms) e di laser sonori che fanno tanto sorriso stampato ibizenco (Colorseries Olive B), i confini con l’acidità sorpassati nella poderosa WAX10001 e le due tracce autoreferenziali sono le cose deep che ti stampano il marchio sui timpani per tutta la notte (la collaborazione con Arian Leviste in M Track 1 e con Justin Maxwell in Benus Boats).
Ma al di là di troppi tecnicismi, qui si parla di uno che va avanti per la sua strada underground. Con la sua Palette Recordings il ragazzone classe ‘74 si sta costruendo una squadra di adepti che lo seguiranno ancora per molto tempo. I nomi sono quasi tutti qui, e noi siamo felici di poterli ascoltare mixati in maniera ottimale dal loro produttore. Non solo comunque un ‘piccolo spazio pubblicità’. Ci sono anche delle chicche da lacrime. La potenza degli Orbital, le meditazioni di Spooky e il finale in acido con LJ Kruzer. La techno non muore, finché qualcuno ci crede. Fabric must go on.
(7.0/10)
Scheda: John Tejada
Pubblicazione: 01 Febbraio 2009
File under: minimal
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