Recensione
Arkaeo Planum Maurizio Bianchi, TH26
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industrial-noise Voti redazione e staff

Maurizio Bianchi, TH26

Arkaeo Planum

Small Voices

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Capita di approcciarsi a una nuova uscita di Bianchi con la sensazione che sì, stavolta si tratterà certamente del solito casino, di quello che qualcuno ha teorizzato finemente 'power noise'. Myspace è abbondantemente popolato da ragazzini che, armati di esaltazione e pc ultra sottili, citano il compositore di Pomponesco come ispirazione prima e non risparmiano agli avventori delle loro pagine interminabili serpentoni sonori senza soluzione di continuità ma pur sempre di doloroso ascolto (e quindi riusciti, credono loro).

Tuttavia anche questa volta è necessario fare marcia indietro. L'opera in questione va ad aggiungersi alle tante collaborazioni azzeccate della seconda vita artistica di MB. Manipolando assieme al duo TH26 una lava composta da death ambient e marce funeree, al nostro è riuscito di cavar fuori degli strumentali acuti e non ancora di maniera. I cinque movimenti Planum si rivelano esperimento compiuto e atemporale, con picchi e valli sepolcrali, echi concreti, deformazioni rumoriste e aborti acustici da far impallidire, dio li benedica, i tanti e troppi discepoli di Maurizio Bianchi.

(7.4/10)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2006

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