Recensione
Long Distance Three Second Kiss
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Indie rock Voti redazione e staff

Three Second Kiss

Long Distance

Africantape

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I Three Second Kiss sono i nuovi Shellac. Constatazione ovvia, e non soltanto alla luce dell’ultima, scialba prova dei tre americani. È l’ormai comprovata maturazione a fare del trio bolognese un irrinunciabile punto di riferimento per chiunque si avventuri in un certo tipo di sonorità.

Quello dei TSK è, infatti, un personale discorso di ricerca che – sebbene sviluppato all’interno di un genere stra-abusato da anni di banale imitazione – risulta tanto centellinato nelle sporadiche e meditate uscite, quanto curato ed attento ai minimi dettagli. E Long Distance, album che tiene a battesimo la AfricanTape, nuova etichetta di Julien Fernandez (Chevreuil, 5ive Roses), ne rappresenta lo zenith creativo.

Un sound riconoscibilissimo, quello dei TSK. Troppo asserirà qualcuno, vedendo in quella omogeneità odor di stantio o eccessiva dipendenza dai mai rinnegati modelli di riferimento. Mai abbastanza, suggerirà chi scrive, se quella fedeltà ad un suono fattosi dogma, viene esposta in maniera tanto lucida e condensata in una mezzora di nevrosi chitarra-basso-batteria da urlo, come avvenuto di rado ultimamente. Angolare e spigoloso, as usual, nei suoni della chitarra.

Essenziale nel suo riduzionismo strutturale che poi riduzionismo non è. Frenetico e fratturato nei ritmi spezzati e apparentemente monchi. Nervoso, al limite dell’isteria nel suo procedere a scatti. Denso, corposo, “grasso” eppure insieme tagliente e acuminato.

È tutto qui il nuovo album di un trio ormai classico. Un ingranaggio rodatissimo, al quale il buon esordio dietro i tamburi di Sasha Tilotta, degno figlio di cotanti genitori, aggiunge un pizzico di fantasia nel modellare una batteria mobile e marziale, secca e irruenta.

È tutto qui, come se fosse facile e/o scontato portare avanti un discorso del genere (la parola coerenza dice qualcosa?) da ben tre lustri e non mostrare affatto segni di cedimento, minimi passi falsi o incidenti di percorso. Come può succedere anche ai maestri, vero mr. Albini?

 

(7.5/10)

Pubblicazione: 16 Maggio 2008

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