Questi ragazzi dell’Alabama esordiscono con un piccolo disco di classico rock’n’roll/punk alla newyorkese. Joshua Maceronon s’atteggia a poeta – non è difficile immaginarlo accanto a Dante e
Randall nel cast di Clerks III – eppure i suoi ululati sono degni di Jim Carroll e Richard Hell. Al suo fianco il gruppo tira che è una meraviglia, con Zach Jeffries che mette il marchio di fabbrica con un organo che pare comprato al garage sale di Jerry Harrison.
Anche la produzione è da applausi, con suoni limpidi che non
pregiudicano il calore e la spontaneità. La Celebration del titolo è il
party del rock’n’roll e dei suoi fratelli. Si festeggia in brani come Relentless Machine, il capolavoro del disco, figlia della vorticosa Thank you For Sending Me An Angel dei Talking Heads, o come Sherman’s March e Peanut Butter & Paranoia Jam, che discendono dalla nobiltà di strada di See No Evil dei Television.
C’è un poco di country che affiora a tratti, in tracce come Filthy Flowers o 2012 Blues (“corriamo con gli occhi chiusi/aspettando la fine del mondo”), e si incontra con piacere pure l’unione d’urgenza e pop dei migliori Violent Femmes (che belle Earthworms e Can’t Say No!). In Celebration! Ci sono gioia, rabbia, catarsi e frenesia, che si fanno musica senza doppi giochi. Proprio quello di cui abbiamo bisogno.
(8.0/10)
Scheda: Thomas Function
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