Hip hop da Manchester per il quartetto capitanato dal produttore M.R.K.1. Insieme alle voci di Goldfinger, Nika D e JSD al secondo album i cazzari del dubstep rimescolano le esperienze del mesh à la Missill con le istanze del grime evoluto. In più riportano a galla la crema hip-hop: quella istintività che non si sentiva più da tempo, nascosta dai filtri dello studio e dalle pose da prima pagina con catenoni dorati e gadget modaioli, qui viene cancellata e si fa di tutto per divertirsi.
Il carattere mutante della proposta prende le mosse dall’electro degli ultimi Chemical Brothers (Taxman Returns ricorda molto Push The Button con quegli inserti banghra) e dalle indimenticabili D Sides dei Gorillaz. Se siamo abituati al meticciato perché siamo inglesi, non possiamo esimerci dall’inserimento di elementi black. E l’oscurità sta proprio nel rap più classico di Doorway o nelle sfumature contaminate di Hit 'em High. Oltre allo yang nero c’è lo yin bianco: l’hard rock (Live At The Apollo omaggio implicito alle chitarre dei RATM) e l’inevitabile electro dubstep (Infected).
Questo disco apre nuove possibilità alla contaminazione e alla ridefinizione (rigorosamente 'in progress') di quello che continuiamo per comodità a chiamare mesh up. Se pensavate che l’hip-hop fosse morto e sepolto, muovete il culo e ascoltate una volta questo disco. L’addiction verrà da sè.
(7.5/10)
Scheda: Virus Syndicate
Pubblicazione: 01 Gennaio 2009
File under: Mesh Hop-step
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