Recensione
Kicks 1990s
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Indie rock Voti redazione e staff

1990s

Kicks

Rough Trade

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Se pensate che il titolo assomigli a quello del precedente Cookies, non avete sentito il disco.

I 1990s sono un gruppo degli anni 00s (in realtà, sotto altre vesti è attivo fin dal decennio del nome), che contrariamente ai contemporanei non suona tanto 80s ma piuttosto un po' 70s e un po' 60s.

Nonostante ciò, si comporta come quei gruppi dei 00s che hanno introiettato il no future e sparano tutto subito in un debutto magari non originale ma vivace, magari uno o più singoli assassini, anche piacevole come viaggio nel suono del momento, ma alla seconda tornata già non proprio a secco di idee ma quasi.

Accantonarli dopo il primo disco verrebbe quasi automatico, se non bisognasse recensirli: e allora scopriamo che la lunga esperienza ha dato ai 1990s una professionalità per cui non si può dire che queste canzoni siano particolarmente "brutte", e nemmeno "noiose": solo che non prendono mai vita più di tanto. Né d'altra parte, l'esperienza ha impedito loro di cedere a quella legge (misteriosa nell'epoca del cd) per cui i pezzi più interessanti si trovano verso la fine dell'album (con l'eccezione dell'iniziale Vondelpark la quale faceva sperare meglio, almeno quanto a verve).

Ne consegue che, dopo aver vagato tra maniera rock appena sporcata di modernità, un po' di grinta congenita allo stile ma senza la freschezza del primo, qualche whoo-whoo, e un singolo irritante e prolisso come 59, Kicks si anima solo in occasione della morbidezza 60s di Local Science (ma allora le sapete scrivere…), e un po’ nei brani successivi.

Per cui alla fine non è tanto questione di ordine delle canzoni, ma di poche idee e vivacità addomesticata: no, non somiglia a Cookies.

(5.7/10)

Scheda: 1990s

Pubblicazione: 05 Aprile 2009

File under: Indie rock

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