Recensione
I Blame You Obits
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garage-rock Voti redazione e staff

Obits

I Blame You

Sub Pop

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Obits, ovvero evviva la tradizione! Nel senso che essere innovativi può anche essere considerata una stronzata immensa da chi suona rock’n’roll di viscere e stomaco.

Television, Wipers, Gun Club cita la press-sheet ma – aggiungiamo noi – punk-wave, grunge e r’n’r più mille altre note ancora che hanno segnato le nostre vite si scontrano e incontrano nei 12 pezzi d’esordio di questo quartetto americano, tanto che solo abbozzare riferimenti diviene arduo. Dopotutto Rick Froberg (chitarra, voce), Sohrab Habibion (chitarra, voce), Greg Simpson (basso) e Scott Gursky (batteria) non sono educande né tanto meno pivellini, visto che hanno alle spalle esperienze come Pitchfork, Drive Like Jehu, Hot Snakes, Edsel, Shortshack. E I Blame You lo dimostra appieno, in quanto porta con sé come eredità della scena punk sperimentale di San Diego l’attitudine a scartare il banale per tentare vie personali, anche quando come in questo caso si è in presenza di garage-rock tradizionale e sudicio.

Zero novità, si diceva, perciò solo rock cristallino nelle sue infinite variabili e accezioni. Piglio retro-futurista alla Man Or Astroman?, chitarre suonate con grazia punk’n’roll, virate surf-garage da urlo, strambi esercizi da art-wave mutante, adrenalina a go-go, sing-a-long irresistibili come da consuetudine rock. Siamo grossomodo sul terreno calcato dagli ultimi Black Lips o da Jay Reatard, per dare due coordinate spicciole e labili, ma in I Blame You c’è molto, molto di più. A voi scoprirlo attraverso 12 piccole gemme in cui tutto suona al posto giusto e al momento giusto.

(6.8/10)

Scheda: Obits

Pubblicazione: 01 Aprile 2009

File under: garage-rock

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