Recensione
Keio Line Merzbow, Richard Pinhas
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impro-noise Voti redazione e staff

Merzbow, Richard Pinhas

Keio Line

Cuneiform

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Titolo e nomi in ballo permettono di inquadrare da subito questa ennesima, curatissima edizione Cuneiform. Da una parte Richard Pinhas, storico esponente dell’ala più radicale dell’elettronica rock (o viceversa) spacey & floating d’oltralpe; dall’altra Masami Akita, aka Merzbow, incompromissorio violentatore sonico e riconosciuto padrino del noise (non solo) giapponese.

In mezzo, a far da anello di congiunzione tra i due, la Keio Line, linea metropolitana della città di Tokyo dove i due si sono incontrati per registrare questo doppio cd. Proprio il titolo e le dinamiche relative alla produzione/registrazione di questo Keio Line rendono perfettamente l’idea di collegamento e viaggio tra la Parigi di Pinhas e la Tokyo di Masami, così come evidenziano la perfetta coesistenza tra imput sonori piuttosto differenti: l’elettricità rock dilatata e estatica del primo e l’elettronica spigolosa e piena di asperità del secondo.

Pinhas fornisce una piattaforma sonora a base di chitarre e loop systems sulla quale Merzbow esprime al massimo tutto il potenziale esplosivo dei suoi synth e dei suoi noise treatments. L’effetto, vista anche la mastodontica durata delle suite – viaggiamo sul quarto d’ora abbondante di media – è quello di una musica visionaria, estatica, sciamanica e perfettamente in equilibrio tra sporcizia digitale – beats, loop, noises vari, folate di rumore bianco – e flussi dreaming memori del kraut più evanescente.

Un signor disco, da due signori della sperimentazione.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

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