Recensione spot
Running With The Beast ZZZ
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new wave Voti redazione e staff

ZZZ

Running With The Beast

ANTI-

Sulle prime, il nuovo lavoro degli olandesi Zzz suona come l’ennesimo gruppetto di maniera neo-wave preceduto dal suffisso “The” (Departure, Editors e via discorrendo). Anzi, se ci soffermassimo alla sola traccia inaugurale, Lover, non potremmo che pensare ad un clone bramoso di gloria parimenti i The Killers. Ma Running With The Beast, col passare degli ascolti, si manifesta disco sinistro e spigoloso. Prendiamo ad esempio la voce: giocata su varie tonalità di nero, talvolta evoca lo spauracchio di Ian Curtis (la ballad finale Islands) e tal’altra il luciferino baritono di Alan Vega (il boogie di Grip). La ritmica gravita su registri post-punk epico alla maniera dei Simple Minds periodo Empires and Dance (Spoil The Party) o stile Psychedelic Furs dei tempi moderni (Angel, con tanto di sax in coda), senza lesinare digressioni à la Man or Astro-Man? (Sign Of Love), sortite swamp-wave (Majeur), acidi pastiche pop tra Beatles e Beta Band (The Movies) e invettive space-rock (Sign Of Love, Running With The Beast) che, riversate in ambiti new wave, non possono che mirare ai mitologici Chrome.


Fortunatamente la prima impressione è stata smentita. L’onda lunga del suono a cavallo tra ’70 e ’80 non si spegne, e finché non si intravedono cloni di A Flock Of Seagulls all’orizzonte ci sta bene così.

(7.5/10)

Scheda: ZZZ

Pubblicazione: 15 Febbraio 2009

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Gianni Avella
Gianni Avella (Album 2009)

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