Ripercorrere le oscillazioni. Fare una ristampa di tutta la carriera di una band significa soprattutto questo. Vuol dire accostare le cose più famose a quelle meno note, persino mettere nelle condizioni di far risuonare i brani meno riusciti in quelli più convincenti. E viceversa.
Viceversa c’è del buono e proattivamente marcio anche in Jimmy Jones, e in analoghe canzoni punk-banalizzate dei The Gynecologists; l’esempio è We're An American Band, sporcatura di qualcosa che è semplicemente banale, pur se forse il titolo denuncia una certa ironia attorno al pezzo. C’è però anche di molto meglio nelle trenta tracce di Hoosier Psychopaths 1981-1994: The Official Recordings, album-ristampa-culto edito da Gulcher per recuperare le gesta della band di Indiana, che in realtà constava delle fibrillazioni del solo Tommy Afterbirth – inquieto e repubblicanamente ambiguo, ma capace di essere genuinamente dirompente, come in Leper Colony, o in Infant Doe, dove il suo timbro vocale ricorda un misto tra gli scimmiottamenti cartoonati dei Residents di Not Available e l’ugola sgraziata di Ian McKaye
C’è tutta la produzione del gruppo in questa raccolta, e l’ascolto fa sentire l’odore acre di scoppiettanti aneddoti; come quella volta che Tommy inviò Faces & Psycopaths, primo EP della band (qui presente nelle prime 4 tracce), al New Yorker per ottenere una recensione, che gli fu negata motivando il rifiuto col fatto che c’era già troppa roba disgustosa, in giro. In effetti gli esordi erano assimilabili al punk, specie nella sua proto-versione stooges-iana – citiamo a testimone il cavallo di battaglia (nonché primo pezzo scritto dall’Afterbirth), Dog Face; e però indicavano già le tastiere come strada di differenziazione. Ricordate gli Stranglers?
La cavalcata prosegue con un altro EP (Kinder, Gentler Nation) e due cassette (A Goat...You Geek e Auto-Erotica Asphyxia & Various Moldy Turds), dove, come si sottolineava sopra, si toccano alti e bassi; ma è nella sezione finale della compila che crediamo di aver sentito le cose migliori; sono B-Side e rarità soprattutto live, come Fart Speak / Fucking Wench, la traccia finale, che ricorda i Chrome, spettro industriale percussivo e sporchissimo; dal vivo, dove pare proprio che Tommy desse il suo meglio. Secondo chi scrive soprattutto i suoi musicisti. Per una volta le rarità fanno da vero compimento di una ristampa.
(7.0/10)
Scheda: Gynecologists (The)
Pubblicazione: 01 Febbraio 2009
File under: punk
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