Recensione
Fatcat Split Series # 19 Kemialliset Ystävät, Sunrrof!
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elettronica dissestata Voti redazione e staff

Kemialliset Ystävät, Sunrrof!

Fatcat Split Series # 19

Fat Cat

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Ho provato ad ascoltare in auto con due amici il capitolo 19 serie di split della Fat Cat. Ma non abbiamo resistito più di cinque minuti. Anziché spaventarmi, però, o metterci una pietra sopra, ho deciso di cambiare ambientazione di ascolto. E di capire il perché del primo tentativo fallito.
Per essere precisi, ed essendo uno split, va detto che i brani di quella fruizione erano quelli della prima parte dell’album, cioè le cinque tracce iniziali, a nome Kemialliset Ystävät – moniker dietro al quale si cela un collettivo finnico che fa capo a Jan Anderzén; mentre le tre tracce rimanenti sono affidate niente di meno che a Sunroof!, ovvero il consumato chitarrista sperimentale Matthew Bower.

Il carattere diverso degli autori all’opera si riflette direttamente nella musica prodotta. Le tracce dei finlandesi, in una successione senza soluzioni di continuità, sono espressione di una apparente confusione e agglomerazione di stimoli e fonti diversissime tra loro (varie elettroniche, tastiere, rumori distorti, fiati), e forse più in profondità di un nugolo di personaggi e di frame narrativi che si intrecciano. Si va dai folletti vicini a IOIOI a coperture e strutture alla Residents (un esempio su tutti: Yöllä Tulen Ja Raapasen Tulen Karvoihin!). E questa non è cacofonia, ma una linea sciolta nelle vie di un piccolo rizoma; il disturbo che abbiamo provato in macchina non era cioè dettato dalla violenza del disordine, ma del complesso e stratificato ordine narrativo che può essere colto solo con la concentrazione adeguata. E d’altro canto il contraltare ideale per tale dissimulazione strumentistica è l’ostentazione strumentale della chitarra distortissima e plurieffettata (ma pur sempre e propriamente chitarra) di Matthew, che da monolite impazzito inchioda la levità imprendibile – ma non certo silenziosa – dei Kemialliset al terreno acido e fragorosissimo del noise. Un contrasto gustosissimo, interrotto, alla fine dell’ultima traccia (Extinction Fantasy), nell’unico modo in cui si può fermare un drone distortissimo di chitarra: staccando la spina.

(7.1/10)

Pubblicazione: 01 Gennaio 2009

File under: elettronica dissestata

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