Recensione
Self Titled Wavves
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lo-fi beach-punk Voti redazione e staff

Wavves

Self Titled

Woodsist

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Noise-pop in modalità lo-fi dalla assolata California. Nascondismo di default e isolazionismo fatto bandiera ideologica. Immaginario retro-futurista già ben noto – si veda alla voce Blank Dogs – ed escamotage puerili – raddoppio delle consonanti, nello specifico – che cominciano a mostrare la corda.

Ce ne sarebbe per dire basta alla terza riga. Però. Come in tutte le (in)certezze che si rispettino c’è il fatidico però.

Però, si diceva, nonostante tutti gli indizi giochino a sfavore, sto disco spacca totalmente. Spacca davvero, e per un semplice fatto: perché al versante più synth-cold-wave di altre sensazioni – si veda sempre alla voce di cui sopra – Wavves oppone un immaginario di riferimento totalmente bubblegum-pop. Le sue sono proprio canzonette dalle melodie irresistibili; spinte, sconce, abbrutite, violate, sia quel che sia ma sempre e solo canzonette irresistibili sono. Che vengano totalmente trasfigurate da baccanali di lerciume elettrostatico o deturpate da ritmiche pestone e poverissime, beh, poco conta alla fin fine. Anzi, aggiunge proprio quel nonsochè che porta l’etichetta a definire questo suono the sound of today's american youth e noi a darle ragione.

Nathan Williams, classe 1986, da San Diego – perché i misteri, nell’era del 2.0, non esistono – ha messo su un dischetto, riedizione della cassetta per Fuck It Tapes, niente, niente male.

(7.0/10)

Scheda: Wavves

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

File under: lo-fi beach-punk

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2008)

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