Recensione
Alone Together Children's Hospital
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wave industriale Voti redazione e staff

Children's Hospital

Alone Together

Sacred Bones

La transizione della scena tradizionalmente definita garage-punk, americana quanto europea, verso certe sonorità anni ’80 è ormai cosa consolidata. Se ce ne fosse bisogno, ecco qui un’ulteriore prova di questo passaggio di testimone.

Molte band e progetti solisti si sono prodigati negli ultimi tempi nella produzione di materiale dai connotati smaccatamente e volutamente wave: Mike dei DC Snipers con Blank Dogs, gli Homostupids con Factory Man (tra l’altro artefici di un ottimo 7’’ su My Mind’s Eye) fino al nuovo progetto di Erin Sullivan (cantante e chitarrista negli A-Frames) a nome Rodent Plague, il cui singolo d’esordio è uscito da poco su Kill Shaman.

E proprio dal famigerato asse A-Frames/Intelligence/AFCGT giunge, inevitabilmente su Sacred Bones, il primo LP dei Children’s Hospital, nuova formazione nata sotto il grigio cielo di Seattle; accantonate le chitarre, o almeno poggiate momentaneamente in un angolo, si estraggono synth, tastiere e archeologia tecnologica avariata per dar vita a meccaniche nostalgie analogiche, salvo di tanto in tanto riesumare il fantasma del proprio passato con riff che lasciano intravedere una minima continuità (Unseen).

Il passaggio, va detto, è indolore e in alcuni punti è anche decisamente compiuto (Preschool Of Atonement, If You Find Me I’m Here); tuttavia a volte tuttavia alle volte i nostri si lasciano sedurre da scorciatoie compositive che, più che agevolare, rallentano il percorso (After the Aftermath, Blue/Green Algae).

Certo è che questo è solo il primo lungo passo nella direzione di quella wave-proto-industriale di cui furono, a loro tempo, fulgidi testimoni atti come Cabaret Voltaire, Throbbing Gristle e Factrix e i pezzi posti a chiusura di entrambi i lati lo dimostrano egregiamente. Tuttavia , pensando ad esperienze più navigate in questo ambito, si insinua il dubbio che non si sia voluto tentare troppo in fretta un traghettamento non sempre così naturale come si potrebbe presupporre.

(7.0/10)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

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Andrea Napoli

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