Recensione
Bastion Bastion
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Bastion

Bastion

Interregnum

Pratica corrente quella del dialogo a distanza tra artisti più o meno lontani geograficamente e stilisticamente. Quasi comune verrebbe da dire, con un po’ di puzza sotto al naso. Senonché incroci tanto inimmaginabili quanto entusiasmanti come quello che ha dato i natali al progetto Bastion, ci fanno tornare in mente che tanto comuni dopotutto non sono. Almeno nell’accezione di banali, semplici, normali.

Jukka Reverberi nelle sue vesti più sperimentali (il versante in solitaria Die Stadt Der Romantische Punks) e Valerio Cosi nelle sue vesti più incredibilmente camaleontiche sono i protagonisti dietro Bastion e intessono per l’omonimo esordio un denso 4 pieces evocativo quanto lugubre.

Non una citazione casuale quella del progetto privato drone-ambient di Reverberi in vece del più plausibile e rinomato GDM di postrockiana memoria, perché proprio da lì prende il via Bastion. Oltre che dalle musiche, qui più “corpose” e screziate grazie alla sensibilità di Cosi, anche da un rimando postato in un commento sul suo blog in tempi non sospetti, in cui ad essere direttamente tirato in ballo è l’immaginario Blade Runner: le mie non sono lacrime nella pioggia...anche se con questo progetto vorrei vedere i bastioni a largo di orione....

Proprio come nelle musiche, nelle cui architetture di textures, miscrosuoni, rumori bianchi e sfarfallii vari, ad essere evocato è quel cielo plumbeo, quel clima soffocante, quel senso di ottundente claustrofobia da jungla post-urbana. E se la caratteristica intrinseca fondante di Bastion è la distanza (apparente) tra i due bastioni, la resa è quella di una materia magmatica che ingloba l’ascoltatore fino a farlo precipitare nei suoi meandri.

(7.2/10)

Scheda: Bastion

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

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Stefano Pifferi
Stefano Pifferi (Album 2009)

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