Looking After a Child, seconda prova del gruppo del musicista napoletano Paolo Messere (precedentemente attivo in Silken Barb ed Ulan Bator nonché
fondatore della stessa Seahorse) dopo l’esordio omonimo di due anni fa,
raccoglie tredici episodi di indie pop dall’impianto prevalentemente
acustico, ben scritti ed arrangiati con cura (si presti attenzione in
tal senso agli ottimi inserti di archi).
Ancor prima che le singole canzoni, ciò che colpisce è la padronanza
del quartetto nel saper creare atmosfere - ora cupe ora solari - in
maniera efficace, senza necessariamente travalicare gli steccati di
genere, mostrando anzi un ottimo gusto nell’allestire i brani anche in
senso “classico”, trovando per ognuno di essi la veste sonora più
adeguata.
Dall’iniziale Flashing Lights (melodia al sapore indie anni ’80 per violoncello, slide guitar e chitarre acustiche) sino alla sorprendente conclusione di Her Januaries (sovrapposizioni di linee vocali, sintetizzatori e bleeps elettronici à la Wilco verso un finale che sa di antico), ogni cosa sembra essere al suo posto: ballate tra post-folk e Cure (The View, Blue Station, Paradise Found), momenti intimisti in punta di piedi (Kill The Moment e I Look Forward, tra Belle and Sebastian e l’inevitabile Drake), atmosfere sospese ed ipnotiche tra Lanegan e la Harvey (To reach peace, con la voce di Carmen D’Onofrio), toni acidi e stranianti (Starfish & Crowns, Too Much Snow, Pimba cattiva) e perfino rock ( le reminescenze Radiohead / U2 di Escape Song e Pimba buona) convivono in questo lavoro senza offuscare la visione d’insieme. In sintesi, un disco di classe.
(6.7/10)
Scheda: Blessed Child Opera
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