Laura Marling non ha ancora diciott'anni, l'aria non appariscente anzi
vagamente tormentata sotto al biondo selvaggio della chioma. A vederla
te la immagineresti nel ruolo di concorrente genuina (e sfigatella) di
una Avril Lavigne, alla testa di uno tra i milioni di gruppuscoli
alternativi che infestano il suolo angloamericano. E invece no. Liberi
di esercitare tutta la diffidenza di cui siete capaci, ma la qui
presente inglesina (da Eversely, dintorni di Reading) è ben determinata
a recitare il ruolo di cantautrice folk. Genuinamente.
Ce lo dicono le canzoni del suo album d'esordio, foderate d'una
consapevolezza impressionante. Poi t'imponi di smettere di pensare
all'età dell'autrice e tenti di apprezzarle per ciò che sono. Ciò che
sono: piano, archi, organi e tastierine, chitarre naturalmente - molte
acustiche, qualcuna elettrificata fino all'impertinenza - per brume
traditional risolte con accomodante disinvoltura, spesso sostenute da
una hybris ombrosa e tambureggiante quasi Arcade Fire (ad esempio nella bella You're No Good).
Quanto alla voce, è capace di freschezza indolenzita Beth Orton con un pizzico di malanimo Cat Power, di estro pulito Lisa Loeb e grazia vibrante Sandy Denny, di frenesia acuta come avrebbe potuto Suzanne Vega qualora si fosse sbrigliata Tori Amos quando ancora era in tempo (il valzerino insidioso di My Manic And I). C'è fin troppo self-control, una ostentazione di maturità-ad-ogni-costo che tiene un po' al guinzaglio le melodie, affondando il colpo raramente a mai fino alle estreme conseguenze (ci si avvicina forse nell'affranto struggimento di Night Terror, che non spiacerebbe a zio Lanegan, o nella malinconia dolciastra di Tap At My Window). Resta il fatto che i dodici pezzi filano che è un piacere, non ultimo per la qualità del suono ed un certo coraggio negli arrangiamenti (un plauso al producer Charlie Fink, leader dei Noah And The Whale).
Non è un fenomeno la Marling, semmai una che sembra sinceramente rispettare anzi amare quel che fa. Alla prima mano di una lunga partita. Presumo.
(6.8/10)
Scheda: Laura Marling
Pubblicazione: 04 Maggio 2008
File under: Folk
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