Recensione
Delivery Room AA. VV.
Cover image
Elettronica pop Voti redazione e staff

AA. VV.

Delivery Room

Leaf

Bookmark and Share Gallery

Uscito in contemporanea con il lancio del nuovo website, Delivery Room è il terzo sampler dell'etichetta londinese Leaf che, al convenientissimo prezzo di un singolo, propone un’ora di musica tra artisti già noti, celebrati nel panorama elettronico (Asa Chang, Manitoba, Susumu Yokota e Murcof) e nuovi volti, protesi verso sonorità maggiormente acustiche e attente alle avanguardie storiche A Hack And a Hacksaw, Bill Wells, Icarus, Rob Ellis).

Specchio stilistico delle scelte dell'etichetta, questa raccolta dimostra quanto i manager della Leaf puntino sull'ecletticità: dal minimalismo di Philip Glass e l’intimismo di Debussy si giunge in un lampo verso sonorità lounge post-warpiane, così come da brandelli folk/dream-pop anglosassoni si perviene a quelli nipponici tradizionali.

Secondo questi canoni, il passato viene riscoperto e portato a nuova vita, quando non si mescola al presente e genera nuovi stili e suggestioni. Il filo rosso della compilation è dunque un melting pot stilistico in piena regola, nella ricerca di un sound più strumentale che cantato, di un materiale sonoro inteso più come design di spazi post-moderni che come conduttore di emozioni melodiche. In tutto ciò, una maggiore attenzione alla ricercatezza e alla sofisticazione piuttosto che a forme oramai consolidate della fruizione musicale. In altre parole, un suono globale, che conta sulle nuove tecnologie per ritrarre un “oggi” hi-tech, affascinante e asettico: un presente variegato e quasi tattile, proteso verso il futuro ma rivolto ad aree franche, dove il passato galleggia in un limbo amniotico, in cui la struttura elettronica riconosce la propria alterità e la rispetta.

Tra le nuove leve dell’etichetta troviamo: il promettente combo formato da Bill Wells, Stefan Schneider, Annie Whitehead e Barbara Morgenstern, che propone due brani dalle sonorità jazzy à la Gil Evans e ambientali (Pick up Sticks e A Soldier's Shoulder, dall'album di imminente uscita Pick Up Sticks); il progetto A Hack And a Hacksaw (ovvero Jeremy Barnes), che presenta un'eccentrica ricetta a base di massimalismo collagistico e folk mediterraneo (Maremailette, A Kernel); i pianisti debussyani Rob Ellis (produttore e batterista di Pj Harvey alla seconda prova solista) e Gorodisch, il primo austero (due le tracce tratte da Music for the home vol II, Music For The Home No.8, Four Pictures With Debussy - N°1 60 Francs), il secondo più intimista (nella demo Alexithymia).
Per quanto riguarda le "vecchie" guardie, stupisce ancora una volta l'incredibile combo Asa Chang con un folgorante brano, Parlor (presente anche nel singolo Senaka), sorta di fanfara immersa in suggestioni tradizionali giapponesi; mentre pur chic e rifinite, passano inosservate le composizioni pop glitch di Murcof (tra musica da camera, dub e reiterazioni melodiche trite e ritrite) e di Icarus (stessa ricetta ma bagnata di micro-drum'n'bass); si può dire altrettanto delle proposte di 310 (lounge basato su arpeggi di chitarra, basso e inserti melodici ambientali) e di Riow Arai (il breakbeat-glitch di Eclipse, pezzo più trascurabile del lotto); non si salva nemmeno la ballata pop à la U2 dei Clue To Kalo (Ignore The Forest Floor, qui in versione demo).

(7.0/10)

Scheda: AA. VV.

Pubblicazione: 01 Aprile 2004

File under: Elettronica pop

| Archivio
Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2004)

Rss
copertina pdf #91