Più che un disco, Condominium è una raccolta di intenti, una prova di amicizia, un momento di condivisione. Liberamente ispirato all’omonimo racconto lungo di J.G. Ballard, l’album si propone come la miglior compilation dell’anno realizzata in Italia ed imperniata sulla musica elettronica. Si tratta di un crescendo continuo, che parte con i leggeri tocchi digitali e le liquidità di Nao Sugimoto (aka Mondii) per immergerci in un lago artificiale di riverberi e sacralità orientale. Claudia Bonarelli spezzetta le ritmiche di Tips For Restless Youth e le incarta in una confezione colorata di dub, mentre con Ether si torna a sonorità francamente già inflazionate da anni di ascolti IDM. Direttamente dalla Ninja Tune, DJ Vadim si sposta su territori di hip-hop nerissimo e spettrale, contaminandolo con glitch ed interferenze varie che immediatamente dopo lasciano spazio al nuovo percorso intrapreso da Populous: il talentuoso leccese, ormai di base alla Morr Music, si invola attraverso spazi aperti a chitarre "trattate", suoni cristallini e voci appena percettibili. Fra gli ospiti d’eccezione figura Slicker, boss della Hefty e già autore di un ottimo album d’esordio; la sua cover di Lenticchie (originariamente dei Resina) supera per estro ed inventiva il brano di partenza, diluendolo in un’infinità di intromissioni sonore e sbriciolandone la solida piattaforma strumentale su cui era costruita.
Parlavamo di climax, ed in effetti con Once A Shiny Morning Puddle i Mùm realizzano la miglior traccia della compilation, accelerando le ritmiche, saturando i suoni, spostandosi epiletticamente fra quiete ed impeto elettrico: un gioiello. Con Modern Institute, il progetto di Theo Teardo, le atmosfere si addolciscono e le chitarre brillano in maniera affascinante, mentre i Frame ci anticipano un estratto dalla prossima pubblicazione su Mousikelab all’insegna di vibrafono e sintetizzatore. In rappresentanza della Ghostly International Company troviamo le dissonanze oniriche di Tadd Mullinix, dove le note di un violino ed i disturbi sembrano provenire da un vecchio ed affascinante grammofono d’epoca, poco dopo sostituiti da Pentole & Computer, un esperimento sullo stile aneddotico di Luc Ferrari ma perfettamente inserito su una studiatissima architettura elettroacustica. Non possiamo che spronare Marco Messina e Gennaro De Rosa a continuare su questa strada che potrebbe facilmente portarli a fianco di cult band come Books ed Animal Collective. Tarwater non si sbilancia più di tanto e dona una breve b-side del suo nuovo, ottimo album, mentre i Retina.it si incaponiscono ancora una volta su beat incrociati e voci dal sapore esotico prima di lasciare spazio ai sempre più sorprendenti Velma ed al loro art-electro-minimal-rock marchiato di cantautorato ed impreziosito da un tocco di glitch minimale. Un brano incredibile, che da solo vale il prezzo del biglietto e che mette in ombra le suggestive alternanze fra pieni e vuoti, suono e silenzio realizzate dagli fm3 per il brano conclusivo di Condominium.
Come dicevamo all’inizio, più che un disco, una piccola consacrazione.
(5.5/10)
Scheda: AA. VV.
Pubblicazione: 01 Aprile 2004
File under: Elettronica
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