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What Does It All Mean? 1983-2006 Retrospective Steinski
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Steinski

What Does It All Mean? 1983-2006 Retrospective

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Serve una dimostrazione pratica da far ascoltare agli scettici convinti che a usare un giradischi e un campionatore siano capaci tutti? Eccola: basta inserire nel lettore questa raccolta di Steinski, a.k.a. il viso pallido Steve Stein: d.j., graffitaro e collezionista di dischi. Sta proprio lì la questione e il suo nocciolo: nel raccogliere dischi in vinile tra i più disparati e, dai loro pezzi e brandelli, cavarne fuori forme inaudite, combinando tra loro ciò che sulla carta non potrebbe dirsi più distante. E’ un’interpretazione e pure un omaggio alla teoria del “frammento” di Alvin Toffler, secondo la quale le idee che appartengono al passato sono messe in questione da una tempesta di frantumi di significato. Ora, c’è ancora qualcuno in vena di profferire sciocchezze sul Technics SL-1200 e la Fender Stratocaster, oppure è infine chiaro che serve lo stesso talento per ottenerne alcunché da entrambe?

Giusto dunque partire da qui per chi volesse saperne di più, da quel principiare di anni Ottanta in cui l’hip-hop metteva il naso fuori dall’estemporaneità e dal ghetto per fissare le proprie regole su disco. Fu grazie a un concorso di remix indetto dalla Tommy Boy che, nel 1983, Steinski e il socio Double Dee partorirono The Payoff Mix, stordente coacervo di voci e basi raccolte pressoché ovunque che - di fronte a una giuria composta da Afrika Bambaataa, Shep Pettibone, Jellybean Benitez e Arthur Baker - garantisce loro il primo premio.  Benché si dica da subito un classico nel modo di concepire il taglia e cuci (cannibalistico nell’associare cultura bassa e alta badando all’effetto finale: ricontestualizzare la realtà e raccontarne una possibile versione), non verrà mai pubblicato in via ufficiale divenendo materia di infiniti bootleg.

Non solo: diverrà la prima pietra di una serie nota come “la lezione”. Una volta tanto non è vanagloria, ma verità: chiedete a Fatboy Slim e compagnia bella cosa pensano del capitale Lesson 2: The James Brown Mix,  o rivolgete la stessa domanda a DJ Shadow per Lesson 3: The History of Hip Hop. Tutte cose che trovate finalmente raccolte in questo doppio dischetto, accompagnate da un remix di Jazz per Bambaataa e una decina scarsa di altri brani che tornano sul luogo del delitto. Non contenti, all’etichetta hanno fatto le cose in grande accludendo un sontuoso libretto ricco di note e saggi e un secondo disco contenente Nothing To Fear, stordente assemblaggio di quasi un’ora realizzato per la BBC che ribadisce quanto sopra con altrettanta efficacia. In chiusura, la domanda è quella fatta svariate altre volte: che voto dare alla Storia?

(8.5/10)

Scheda: Steinski

Pubblicazione: 01 Dicembre 2008

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Ristampe, Compile, Live 2008)

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