Recensione
Rules Whitest Boy Alive (The)
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Minimal Electrosoulful Pop Voti redazione e staff

Whitest Boy Alive (The)

Rules

Bubbles Records

Dopo Circlesquare, ritorna uno dei campioncini della minimal electro pop. Lui si chiama Erlend Øye, e di secondo nome fa Kings Of Convenience. Questo suo secondo album col progetto parallelo TWBA (dopo l'esordio Dreams del 2006) sembra essere diventato più di un passatempo. Come il canadese di cui sopra, anche qui la realness gravita attorno a Berlino, la grande incubatrice microhouse, minimal e glitch.

Il ragazzo occhialuto non segue tanto le direzioni di Basic Channel o di nerd da camera techno. Lui con quella spocchia da Loser con la L maiuscola ci va di soul. E quindi ecco il ritorno dei suoni che avevamo imparato a conoscee con Kruder & Dorfmeister. Stavolta tutto quasi senza elettronica, il trionfo dell'analogica calda, senza vocoder, senza orpelli che ammiccano all'effetto acido, senz'anima. Questa tendenza al calore la senti anche nei pochissimi crescendi vagamente DFA (Courage), nelle pennellate che rievocano il tropicalismo dei 70 brasiliani (Intensions) o il p-funk di scuola New York (Timebomb).

Insomma l'elettronica di domani è ancora una volta sulla via del retrofuturismo. E quasi quasi anche noi ci innamoriamo di queste perle che di electro ormai hanno pochissimo, ma che comunque crescono ascolto dopo ascolto, orgogliose della loro purezza pop. Un po' di rhodes, un po' di lounge (ritorna per qualche istante lo spettro di Tellier) e per chiudere il melo pastello dei paesi nordici. Erlend: conosce e detta le regole del gioco.

(7.1/10)

Pubblicazione: 12 Marzo 2009

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Marco Braggion
Marco Braggion (Album 2009)

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