Sulla carta è non poco stimolante l’idea alla base di questa serie di uscite della Strut, qui giunta al secondo tomo: similmente alla collana In The Fishtank edita tempo addietro della Konkurrent, si riuniscono un paio di artisti in studio di registrazione per pubblicare poi i risultati della collaborazione. Che è una moneta estemporanea e con due facce, sulla quale grava il rischio latente che il materiale possa suonare “tirato via” a causa della fretta o dell’eccesso di entusiasmo. Va a finire in parte così tra la leggendaria ugola reggae Horace Andy e il produttore Ashley Beedle, già con X-Press 2, Ballistic Brothers e Black Science Orchestra. Sono comprensibilmente i Caraibi a rappresentare il terreno comune, anche in virtù del fatto che Beedle - suddito di Sua Maestà Elisabetta - vanta in parte origini nelle Barbados; un fattore anagrafico che spiega l’agio col quale si è in passato accostato alla battuta in levare e il suo remixare e “mash-uppare” alcuni classici di Bob Marley nel 2005.
Detto che la forma delle corde vocali di Andy ha tuttora dello stupefacente, non possiamo esimerci dal rilevare l’esito altalenante del disco, che finisce per afflosciarsi nella seconda metà. Prima di una inqualificabile cover della stoniana Angie - un orrore nell’originale, figuratevi voi riletta con passo tra reggae e mariachi - sfilano il martellare militante di Rasta Don’t, una solare e arguta Hypocrite Dog, le cadenze percussive di latinità modernista in When The Rain Falls. Altrove è una concezione morbida e “conscious” del reggae a elargire il frutto in assoluto migliore con The Light, sviluppo melodico speziato di aromi arabeggianti, mentre soluzioni prossime a un agile dub elettronico (Watch We) e prossime a intuizioni di scuola bristoliana (2-Way Traffic) chiudono il cerchio col passato recente di entrambi. Non disprezzabile il rimanente - a parte una Hot Hot Hot ruffianotta e col fiatone- che però scorre senza imprimersi nella memoria. Nonostante il talento e la sintonia, un controllo qualità più approfondito avrebbe senz’altro giovato.
(6.5/10)
Scheda: Ashley Beedle, Horace Andy
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