Recensione
s/t Mt. St. Helen's Vietnam Band
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indie emo Voti redazione e staff

Mt. St. Helen's Vietnam Band

s/t

Dead Oceans

Di questi tempi basta poco perché un nome divenga chiacchierato: da più parti si indica infatti il Monte Sant’Elena come futuro e assai plausibile santino indie, in ragione di un suono debitore - in parti disuguali - a At The Drive In, Modest Mouse e Cursive. Senza tuttavia padroneggiare l’arguzia, la scioltezza e il senso per la confidenzialità di costoro ed è facile capire i motivi: ridi e scherza siamo arrivati al 2009, “emo” è diventata una parolaccia o - nella migliore (?) delle ipotesi - un’imbarazzante casella di marketing giovanilista in cui si è infilata gentaglia esecrabile come 30 Seconds To Mars o My Chemical Romance. Non è colpa di questo quintetto proveniente da Seattle, qui all’esordio lungo dopo un e.p. di riscaldamento; il problema pertiene all’attingere da una vena inaridita, che di uno stile può restituire solamente la parvenza esteriore. Le motivazioni originarie sono svanite e chi all’epoca non c’era non le può ricreare dall’ascolto dei dischi.

Di conseguenza, il suono angolare ma tortuosamente pop dei Mt. St. Helens ecc. si racconta per lo più un ridondante teatro di buone intenzioni e padronanza esecutiva, nel quale la spontaneità soccombe ai cambi di tempo e atmosfera. Nell’alternanza sin troppo studiata dei quali il gruppo non impressiona granché e persino irrita con la pompa magna anni ’70 di Little Red Shoes, En Fuego e Albatross, Albatross, Albatross. Meglio allora rivolgersi ad Anchors Dropped, filastrocca prossima agli Xtc e all’imbrigliata dolcezza quasi soul di A Year Or Two per fare chiarezza. Le carte restano comunque nebulose fino alla fine, allorché i sette minuti di On The Collar - sensazionale scintillio da qualche parte tra Forever Changes, Skylarking e Tones Of Town - inducono all’applauso a scena aperta. E’ su tali percorsi la formazione americana dovrebbe investire il proprio talento ancora in embrione, più che cercare di compiacere l’ortodossia nerd che fa capo a Pitchfork e dintorni. Speriamo.

(6.5/10)

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

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Giancarlo Turra
Giancarlo Turra (Album 2009)

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