Recensione
The Die Is Cast Menace Ruine
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Black metal Voti redazione e staff

Menace Ruine

The Die Is Cast

Alien8 Recordings

I Menace Ruine sono in continuo movimento, in continua evoluzione. Il duo canadese che solo 8 mesi fa aveva fatto uscire il riuscito connubio tra black metal, improv e dronemusic di Cult of Ruins, si rimette in pista con questo The Die is Cast che testimonia un deciso spostamento verso lidi post industrial, a discapito quindi i ritmi forsennati e le chitarre metal dell’esordio. Il risultato sono delle lente nenie catacombali con svariate influenze che vanno dal neofolk a rumorismi industrial, insomma più Death In June che Mayhem. A tratti sembra quasi di ascoltare dei Dead Can Dance che flirtano con le chitarre shoegaze dei My Bloody Valentine.

Su tutto si staglia la voce di Geneviève sospesa tra canto Gregoriano e salmodiato.
I primi sei pezzi scivolano via una uguale all’altra, senza lasciare, a dire il vero, troppa traccia, poi però si arriva ai 16 minuti di The Bosom of the Earth in cui le chitarre prendono il posto della voce mettendo in scena un funereo doom dilatato di grande suggestione e rara efficacia, in cui i due canadesi fanno convergere sapientemente tutte le influenze sopracitate.
Dovendo fare una media tra il voto ai primi sei pezzi (5) e quello a The Bosom of the Earth (8) fa 7.

(7.0/10)

Scheda: Menace Ruine

Pubblicazione: 03 Gennaio 2009

File under: Black metal

Nicolas Campagnari
Nicolas Campagnari (Album 2008)

Rss
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