Recensione
Di tutto quello che c’è Fabio Mercuri
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songwriting Voti redazione e staff

Fabio Mercuri

Di tutto quello che c’è

Novunque

Arriva al disco di debutto il salentino Fabio Mercùri, dopo una lunga attività nella scena musicale italiana come chitarrista e numerose altre collaborazioni. Tra musica d’autore e pop, psichedelia e una cinematicità di fondo, gli undici brani dell’album colpiscono per un senso della spazialità sonora e per arrangiamenti molto curati; la suggestione è di fatto la chiave di volta per accedere nell’universo del musicista.

Suggestione nascosta nelle pieghe dei testi, piccoli affreschi di quotidianità (Accade), riflessioni sul senso del nostro essere (la title track), evocazioni tra archi e batteria appena accennata (il singolo Altitudini), il senso anche delle piccole cose (Particolari), del riappropriarsi del tempo a dimensione umana (l’appello contro la velocità ne L’invasione delle biciclette). Un universo compiuto e suggestioni sparse che ci hanno ricordato le immagini dei migliori Baustelle, Afterhours e Perturbazione, la musicalità di Morgan e Moltheni, oltre che il senso dell’immaginifico di Tricarico, con cui Mercuri ha collaborato. Con la partecipazione di diversi artisti protagonisti della scena indie rock italiana, da Paolo Agosta produttore del disco, a Roberto Dellera, Enrico Gabrielli (Aftehours) e Paolo Iafelice (produttore tra gli altri di Pacifico).

(7.0/10)

Scheda: Fabio Mercuri

Pubblicazione: 07 Aprile 2009

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Teresa Greco
Teresa Greco (Album 2009)

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