Recensione
Passages Through Landing
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Slow Core Voti redazione e staff

Landing

Passages Through

K Records

In una dimensione parallela sospesa tra lo slowcore, la space music e il post-rock abita, da diversi anni, la musica dei Landing. Approdati alla K Records dopo tre album e innumerevoli ep e singoli pubblicati su varie etichette differenti, Aaron e Adrienne Snow ritornano ora con Passages Through, di certo uno dei loro dischi più intriganti, potenzialmente in grado di farli conoscere ad un pubblico più vasto.
Introdotta dalla foresta di drones alla Bardo Pond di Wings Of Light, la visuale si schiarisce subito aprendosi sui territori cari ai Low con alcuni brani (Hold Me Under, To See You) che non hanno davvero nulla da invidiare alla band di Duluth, alla quale i Landing sono sempre stati accostati pur essendo dei loro contemporanei e non certo degli epigoni.

Colmo di atmosfere rarefatte ai limiti del misticismo, Passages Through si dipana lento e arcano tra tessiture chitarristiche, voci angeliche ed improvvisi maelstrom sonori che rievocano il dream-pop etereo dei Cocteau Twins (It Is Shining), lo shoegaze mesmerico degli Slowdive (Breathing), o le morbide orchestrazioni spaziali degli Spiritualized (Tell Myself), lasciando in chi ascolta una sensazione di grande benessere psichico.

Rivolti verso il lato oscuro dell’anima ma con spiragli luminosi più ampi che in passato (Wrapped Up In Flight

è pura acustica psichedelica con ricordi dei ’60s californiani, ed anche la copertina ricorda strane grafiche freak del tempo che fu), i Landing sono ormai pronti ad essere accolti in quella schiera di band capaci di veicolare nella musica delle emozioni altrimenti inesprimibili. Chi ha amato Low, Sigur Ròs, GYBE!, dunque, si faccia avanti e si procuri senza remore quest’album.

(7.0/10)

Scheda: Landing

Pubblicazione: 01 Gennaio 2003

File under: Slow Core


copertina pdf #91