Recensione
Garage Bleu Mulu
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trip-hop-rock Voti redazione e staff

Mulu

Garage Bleu

Wallace Records

Può una etichetta con in catalogo più di 100 uscite riuscire ancora a sorprendere? La risposta è, se l’etichetta in questione è la Wallace di Mirko Spino, indubbiamente affermativa. Da 10 anni on the road e con pochi cali di tensione, una apertura stilistica ampia eppure sempre riconoscibile e per la quale ormai gli aggettivi – roboanti o esagerati che siano – sono pressoché inutili.

La Wallace è la Wallace e lo dimostra anche l’esordio lungo – invero la riproposizione di due ep precedenti – del duo femminile a nome Mulu. Roba che allarga ancora di più lo spettro stilistico dell’etichetta in virtù di un suono obliquo, elettrico quanto elettronico, che un riduttivo “Bjork meets PJ Harvey in un centro sociale” non può aiutare a descrivere. Luisa (Pancrazio) e Marilù (Balzi) si armano di groovebox e chitarre, flauti e giocattoli, rumori e clarinetti che vanno e vengono in pezzi ora in bassa battuta, sognanti, fluttuanti come Lavinia’s Boat, ora in subacquee ed ovattate nenie come Spleen; in altri momenti ad emergere è l’aspetto più ludico, sperimentale e/o rumoroso delle due ninfe: Macbeth Witches straccia Meg sul suo terreno, mentre Stanza 1 è un gioco di specchi a quattro con Bjork e Beth Gibbons.

Proprio l’alternanza tra dimensione giocosa e serioso impegno compositivo, tra apparenze ludico-provocatorie e atmosfere malinconiche e struggenti ma soprattutto tra le voci delle due ci fa apprezzare un album diverso dall’estetica Wallace ma non per questo meno interessante e sorprendente.

(6.8/10)

Scheda: Mulu

Pubblicazione: 01 Gennaio 2009

File under: trip-hop-rock

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