Recensione
Cover image
Genere

Folk

Data di uscita

Febbraio 2003

Pubblicazione

01 Febbraio 2003

Red Cross

John Fahey

Revenant

Due struggenti cover - Remember di Irwing Berlin e Summertime di George (e Ira) Gershwin - illuminano idealmente il cammino verso quel lungo sentiero dorato che condusse, poco meno d'un anno fa, il geniale chitarrista John Fahey alla beatitudine eterna. Spero proprio che, in un angoletto appartato di cielo, chi di competenza gli conceda la consolazione d'accompagnarsi, come faceva da mortale, al diletto strumento. Oh sì, che senza quello, per il vecchio John, pure il Paradiso e tutte le sue delizie altro non sarebbero che un Inferno. A lui, distrutto in vita dal bluegrass (How Bluegrass Music destroyed my Life, titolò la sua biografia), non sarebbe forse dispiaciuto di cullare, le note languide e circospette della sua 6 corde, il moto lento, concentrico, infinito delle sfere celesti. Ecco, io me lo immagino così lassù e lo so per certo felice.

Fu, quand'era ancora dei nostri, fra i massimi inventori-innovatori-esploratori alla chitarra (nonché padre riconosciuto ed osannato dell' "American Primitive Guitar"),capace di trascinare la sua arte, il suo talento dalle complesse partituretrascendenti di America (lp del '70) a proficuee (oramai) "storiche" collaborazioni quale quella, a ½ della trascorsa decade, coi post-rockers statunitensi Cul de Sac (ferventi ammiratori del nostro, peraltro). Ovunque si trovi adesso mi auguro però abbia ritrovato il maestro BillMonroe (colui che diede i natali al bluegrass) col quale ammazzare la noia del sempiterno in jam sessions d'estenuante bellezza come mai né udimmo né udremo finchè in terra, vivi cioè.

E forse quest'ultimo atto nella carriera discografica di Fahey, composto ed eseguito nell'approssimarsidell'ora fatale, di quelle ce ne offre, con l'algida sensualità sua tipica, un'eco pur pallida ma, concedetemi, divina. Basterebbero le già succitate covers a far di questo Red Cross un gran disco ed invece abbiamo, inopinato regalo, altri 5 motivi di gioia: dal chitarrismo speziato d'oriente e, a tratti, su di sé accartocciato di Ananaias ai glissandi ascendenti e "turgidi" di Red Cross, Disciple of Christ Today, reverendo Fahey riesce nell'impresa d'accomunare, in una esperienza unica e "mistica", fedeli ed infedeli…tutti, almeno per un'ora, accoliti d'una magica religione oramai estintasi. Che Dio lo abbia in gloria.

(8.0/10)

Scheda: John Fahey

Massimo Padalino
Massimo Padalino (Album 2003)

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