Recensione
Punctuated Equilibrium Wino
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Metal e dintorni Voti redazione e staff

Wino

Punctuated Equilibrium

Southern Lord

Dopo venticinque anni di carriera, Scott “Wino” Weinrich, chitarrista dal passato glorioso negli ambienti metal, ha deciso di fare per la prima volta le cose da solo. A seguito dello scioglimento della sua ultima band, Hidden Hand, infatti, l’ex chitarrista di Obsessed e Saint Vitus, gruppi che hanno scritto le prime pagine della storia del doom, ha pensato bene di provare la strada solista, firmandosi con il solo nomignolo.

L’approccio è un po’ disorientante per la varietà di elementi messi in campo. L’impronta doom conserva la sua influenza su un lavoro che accosta con disinvoltura, ma anche con cognizione di causa, la psichedelia (Wild Blue Yonder) l’acid blues (Release Me), il funk-metal (Smilin’ Road) e il Thrash (la Title-Track; The Woman In The Orange Pants), mentre un brano come Eyes Of The Flesh ricorda quanto siano debitrici (ieri come oggi), le correnti più oscure del metal, ai primi Black Sabbath.

Non mancano le cadute di stile, come il rock un po’ amorfo di Secret Realm Devotion, e gli stereotipati momenti di intimità con la chitarra (Water Crane e i vari assoli-fiume un po’ noiosetti) molto comuni tra i chitarristi metallari. Ed abbondano le soluzioni scontate e decisamente retrò, prevedibile richiamo alle migliori cose fatte in passato da Weinrich. Ma c’è da tenere conto anche, che non ci troviamo di fronte l’album di un povero cristo invecchiato e all’ultima spiaggia, ma di un musicista stagionato che qualcosa da dire ancora ce l’ha. Al di là di tutti i possibili, probabili e concepibili momenti revivalistici.

(6.4/10)

Scheda: Wino

Pubblicazione: 01 Febbraio 2009

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Daniele Follero
Daniele Follero (Album 2009)

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