Animato da una continua variazione in chave ambient, il pianoforte temperato della compositrice Vikki Jackman recita essenzialismi elettroacustici da assaporare in cuffia.
Ad un anno dalle istantanee di Of Beauty Reminiscing, i toni traslucidi tanto cari alla scrittura della compositrice tornano a dialogare con le memorie di Whispering Pages.Dalle venature in ronzii elettroacustici, ai tape loop (The snow Queen) tanto cari all’estetica organica del Basinski di El Camino Real, ai suoi sfuggenti palpiti in rintocchi (Empty Rooms).
Stati di quiete che fanno propri esercizi in stile elettroacustico, quello costituito, in rotte ambentali evocate ed acquerellate (The Softest Blue, Nightingales) ma senza esporsi troppo,ancora distante dalle personali consolidate riuscite matrici composite di artisti quali Fabio Orsi e Gianluca Becuzzi.Decisamente piů concreta la calligrafia di Never a Ware che si nasconde dietro a superfici sfuggenti per poi lasciar spazio alle improvvisazioni jazz di Two Clear Eyes o ai field recording di Dreams e A Summer Interlude e, a chiudere il cerchio, alle micro tonali in bianco e nero di Sleep in the Woods/reprise.
Un’aggrazziata danza isolazionista squarciata da spiragli di luce in tessiture e linguaggi vibranti ed ipnoticě.
(6.6/10)
Scheda: Vikki Jackman
Pubblicazione: 01 Gennaio 2009
File under: ambient-piano
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