Recensione
3ree Tanake
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Free jazz (core) Voti redazione e staff

Tanake

3ree

Ebria Records

Band a metà strada tra Firenze e Nùoro (i tre componenti del gruppo provengono tutti dalla città sarda, ma si sono conosciuti in toscana) Tanake, dopo due album autoprodotti, riesce (meritatamente) ad acquisire (si spera) un po’ di visibilità in più, grazie al lavoro combinato di Nipa.prodz, Fratto9 e Ebria Records, etichetta che, ancora una volta, conferma il suo particolare tatto per la musica di qualità.
I punti di partenza di Roberto Acciaro (chitarra, trombone, onde radio e oggetti vari), Maurizio Bosa (basso elettrico, onde radio e oggetti vari) e Martino Acciaro (batteria e oggetti vari) sono ben chiari e definiti, sia a parole (nelle loro stesse dichiarazioni d’intenti) che nei fatti (cioè nel sound risultante): King Crimson, June Of ’44, Storm & Stress, Albert Ayler, Don Caballero, Soft Machine, Voivod, Zu (e la lista potrebbe continuare ancora un bel po’). In sintesi, lo stile del trio si muove su quattro direttrici principali, intersecandole in maniera suggestivamente dialettica: il free jazz storico, che costituisce il fondamento filosofico dell’improvvisazione libera; l’anima più “progressiva” del jazz-rock britannico; il post-rock avanguardista degli anni ’90 e, infine, il jazz core impastato con i suoni duri del metal, il cui riferimento più diretto ci sembrano i romani Zu. E proprio la band di Ostia si presta ad un paragone più diretto con i Nostri, se non altro nella scelta di soluzioni sonore aggressive, ritmi sghembi e ironia da vendere.
Ma se il trio ostiense si muove dentro forme (volutamente) più squadrate, in modo da renderle malleabili, Tanake gioca con l’assenza di forma (che di tanto in tanto si prova a ricomporre) gettando in questo calderone totalmente free i suoni più disparati (macchine da scrivere in azione, feedback, onde radio), che vanno ad affiancare i tre strumenti principali (la tela del quadro) e cioè chitarra, basso e batteria. Di non secondaria importanza il trombone, a cui è affidato il ruolo di “jolly” e la possibilità di intrufolarsi a piacere tra le texture, richiamando immancabilmente la metafora elefantesco-circense-bandistica.

3ree è un viaggio attraverso le possibilità della fantasia. Una fantasia che spazia dall’irruenza di brani come Loft Serenade e Dustin Soup, alle “canterburianate”di Unità Sociale Intesa Come Interesse…., passando per il post-rock di Could Your Brain…, a metà tra Slint e Gastr Del Sol, il jazz-core “zuista” di IngredientiPer3Persone e la calma piatta di Dismorfofobia Di Marilyn e Ozio Acrobatico.

Inutile dire che una band con un approccio del genere, per la quale l’improvvisazione rappresenta il qui ed ora e l’essenza stessa della musica, guadagna buona parte del suo appeal sul pubblico nelle performance live. Considerando che sono italiani, non dovremmo aspettare molto...

(7.3/10)

Scheda: Tanake

Pubblicazione: 02 Febbraio 2008

File under: Free jazz (core)

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