Recensione
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Genere

elettroacustica

Data di uscita

Ottobre 2008

Pubblicazione

01 Gennaio 2009

AA. VV.

Audible geography

Room40

Undici tracce per contemporanei cultori del suono ed un solo universale tema di analisi: la Geografia.

Un progetto nato nel 2006 che vede la luce per Room40, con il patrocinio della University of Tasmania e  dll'Institute Of Australian Geographers, di cui celebra il cinquantennale.

La geografia si fa strumento per delineare gli innumerevoli confini d’influenza tra natura, cultura, economia, politica, ma specialmente la sua influenza sull’uomo e sulla sua percezione  spazio/temporale.

Ed è proprio da qui che nascono le incisioni che relazionano abilmente spazio e luogo: le latenze in drones e field recording massiciamente materici di Eric La Casa (Dundee Law); i microfoni estremamente concreti con i quali Stephen Vitello cattura istantanee tanto marginali quanto espressivamente vivide e reali (San Salvador); le fisicità spaziali di Lee Patterson, di vibrante e percussiva artistica astrazione (Móine Mhór Wires).C’è poi la geografia del “non luogo” di Ascher: pulviscoli sottili e pungenti come spilli, che prendono vita nelle volute di metropoli in substrati (Any Place Whatever), c’è lo “spazio- simulato” (4 7 08) nell’interfaccia in field-recording di Jeph Jerman e i “paesaggi che respirano” nelle bellezze asciutte e pure del maestro Toshiya Tsunoda che come sempre esce a testa alta.

Le geografie di Philip Samartzis e Marc Behrens che  fanno convivere forzatamente naturale, artificiale (General Electric) ed elettronico (A Holiday Landscape).Ed infine le oscure naturali presenze in presa diretta (A Arte De Escuridaõ-James Webb), gli inquinamenti radiofonici di Andrea Polli (Round Mountain) e le consapevoli sensorialità ambientali (Untitled #200)  di Francisco López.

Piccoli o grandi, imponenti o delicate, undici pillole sonore che permeano con superba intensità spazi e luoghi più che differenti, meravigliosamente unici.

(7.7/10)

Scheda: AA. VV.

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