Recensione
Ghost Days Syd Matters
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Indie rock Voti redazione e staff

Syd Matters

Ghost Days

Discograph

Syd Matters, nome che, ragionandoci un po’ su, risveglia effettivamente sentori pinfloydiani (Syd Barrett incastrato in Roger Waters) come “richiesto”, è un musicista francese, che di francese ha però solo origini e poco più. 

Ben lontano dall’idea di musica transalpina che s’è fatta largo in questo ultimo decennio, il nostro, “per strada” ormai da più di cinque anni (il suo debutto, A Whisper and a Sigh,è datato 2002), si bagna piuttosto in acque folk cantautoriale a stelle e strisce. Caratteristica capace di sdoganarlo negli States e renderlo famoso tra i tardo adolescenti americani, tanto da far inserire dei suoi brani nella nuova Bibbia musicale dei giovani (poco) alternativi d’oltreoceano: la colonna sonora della serie The Oc.

Inevitabili i paragoni, sia di stile che di scelte, con Turin Brakes, Pernice Brothers, Josè Gonzales. Venature pop rese ancor più classiche da una scelta acustica di campo, fanno di Ghost Days un album lieve, pacato, quasi sussurrato. Sospiri di chitarra (nella title track ad esempio), impreziosimenti elettronici, cori a tratti angelici (My Lover on the pier), innalzano il tutto ad una purezza di spirito, come se la verginità ricercata dai protagonisti del telefilm prendesse le mosse dalle note del cantautore.

E il disco, nel suo trascorrere, segue alla lettera quanto gli si richiede: sensazioni delicatamente romantiche sciolte in malinconia o addirittura tristezza. Perché in fondo la sadness adolescenziale è cavallo facile da cavalcare e di prevedibile seguito.

(6.0/10)

Scheda: Syd Matters

Pubblicazione: 11 Maggio 2008

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Marco Canepari
Marco Canepari (Album 2008)

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