Rispetto ad Age Of Winters il quartetto texano spinge sull’acceleratore, lo si nota già dalle iniziali How Heavy This Axe e Lords, sì che il prefisso power davanti alla inevitabile dizione metal val bene sprecarlo da subito.
Se le progressioni indiavolate di episodi come Black River, Under The Boughs e White Sea, una certa indulgenza - a partire dall’imbarazzante copertina, per finire alle tematiche dei testi - nell’evocare un immaginario epico che emergeva già prepotente nell’esordio lasciano intendere che un altro nome è stato inserito nel pantheon personale del gruppo, ed è quello degli Iron Maiden, la struttura robusta dei riff rimane nondimeno e sempre di chiara ascendenza Black Sabbath, retaggio trash-metal - non a caso i quattro divideranno il palco con Metallica e Down; così come la produzione sporca e cattiva (a più riprese mi sono sorpreso a chiedermi se non fosse la mia copia promozionale a suonare così sporca e cattiva) e la voce di J.D. Cronise confermano The Sword esemplare canto di cigno del dopo doom.
Bruttino, in definitiva, parecchio bruttino. Forse ancora peggiore di un esordio che almeno, per una certa attitudine indie ancora parzialmente conservata - non dimentichiamo che del quartetto si è iniziato a parlare in quanto protégée dei conterranei Trail Of Dead - e l’orecchiabilità di alcuni brani, si lasciava ascoltare.
(5.0/10)
Scheda: Sword (The)
Pubblicazione: 10 Maggio 2008
File under: Classic metal
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