Recensione
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Genere

avant pop

Data di uscita

Marzo 2006

Pubblicazione

01 Marzo 2006

Stephin Merritt

Show Tune

Nonesuch

Lasciati da parte i suoi numerosi e variegati progetti (Magnetic Fields, The 6ths, Future Bible Heroes, The Gothic Archies), Merritt si presenta con un progetto solista originale. I ventisei showtunes sono delle mini-operette, composte per tre opere del commediografo cinese Chen Shi-Zheng, quasi tutte di durata poco superiore al minuto.

I brani sono caratterizzati dal contrasto tra melodie che rimandano alla tradizione lirica, piuttosto che allo stile melodico delle operette di Gilbert & Sullivan o anche al musical e gli arrangiamenti acustici con strumenti tradizionali cinesi e della tradizione musicale del south-west Usa, con l’aggiunta di marimbe, ukulele e altro ancora. L’effetto prodotto dall’incontro di tradizioni musicali così lontane (nel tempo, nello spazio) non è spiacevole o straniante, ma godibilissimo, grazie anche agli arrangiamenti semplici – quasi minimali.

Già dalla prima traccia (Theme From The Orphan Of Zhao) siamo catapultati in un sino-country che ci fa rizzare le antenne suggerendoci di aprire le orecchie e stare ben attenti a cosa stiamo per ascoltare: poco dopo, in What A Fucking Lovely Day!, il contrasto è tra l’atmosfera romantica della fisarmonica e il testo “cattivo”. Le sorprese non finiscono mai: Fan Dance Cha-Cha propone una cha-cha-cha accompagnato da suoni gamelan mentre Ukulele Me! è una filastrocca/canzonetta per bambini; e si potrebbe continuare così con una sorpresa ad ogni pezzo.

Showtunes è un discorso musicale complesso, coraggioso e mai banale, che mette in luce l’abilità di Merritt nel comporre affreschi musicali lievi e intelligenti, superando i confini tra generi e tradizioni musicali.

(7.2/10)

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Edoardo Bridda
Edoardo Bridda (Album 2006)