Recensione
No Records Viza Noir
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Indie Voti redazione e staff

Viza Noir

No Records

Flameshovel

Al momento sono uno dei gruppi più promettenti di Chicago (l’avevano fatto intravedere un paio d’anni fa sul loro EP d’esordio) e le loro prove dal vivo su e giù per il Midwest hanno già lasciato il segno. Senza contare che il gruppo è capitanato da Dan MacAdam, che nel tempo libero ha fatto il bassista nei tour di Song:Ohia, oltre a fare la sua apparizione pure nell'ultimo Magnolia Electric co.

Così dice la cronaca ancor prima - e più - di questo No Record, che è disco buonissimo ma di cui solo a tratti traspare una genuina verve live. Del resto da queste parti il post-punk nasce dalle ceneri del math-rock e capita a volte che sia quindi un po’ frenato nella sua corsa, per quanto le geometrie siano vive, palpabili e tutt’altro che esasperate.

Non stupisce quindi che prima ancora di qualche ascendenza d’oltreoceano (Gang of Four in primis) si possano rintracciare echi sparsi del miglior post-punk americano, dai Minutemen ai Bastro, fino agli idolatrati Mission of Burma. E non è poi così scontato che l’iniziale Run for Major faccia pensare anche ai Voivod di Nothingface e Angel Rat.

Ne viene fuori un suono quasi classico, che solo nella seconda parte del disco sembra aprirsi a nuove prospettive, un ibrido che in futuro potrebbe lasciare spazio a maggiori libertà. Un disco meno pompato di altri sulla stessa linea d'onda, e anche per questo più meritevole d'attenzione.

(7.0/10)

Scheda: Viza Noir

Pubblicazione: 01 Gennaio 2003

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Roberto Canella
Roberto Canella (Album 2003)

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