Recensione
No Wow The Kills
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Indie shit Voti redazione e staff

The Kills

No Wow

Domino

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Eccoli di ritorno, i Kills, con buona pace di quanti li attendevano al varco. E sembra proprio che non abbiano intenzione di cambiare neanche una virgola rispetto al passato. Il che ci può anche stare, se con questo s'intende l'aver trovato una propria cifra stilistica, subito e ben riconoscibile. Ok, allora diciamo che il duo angloamericano con No Wow non ha più possibilità di essere paragonato ad un'altra coppia famosa del rock degli ultimi anni: gli ambigui ed enigmatici Jack e Meg White (un paragone che esiste solo in quanto "coppia", perchè le differenze musicali - e non - sono nette).

Poco male, considerando che questa loro consapevolezza li porta ad un clamoroso copiaincolla di loro stessi, senza discostarsi un minimo da quanto già sentito nell'ep Black Rooster e in Keep On Your Mean Side (l'insidia più grande in cui si può incorrere, quando si scopre che "io sono io e sono diverso dagli altri"). Ebbene sì, ancora una volta suoni scarnificati e grezzi, al sapore di alcool e fumo. Ancora una volta staffilate e riff chitarristici, meno riverberati e quindi neanche troppo graffianti (si affacciano in I Hate The Way You Love e nel singolo in perfetto Mtv style The Good Ones). Ancora una volta il blues del Delta da una parte e l'attitudine lo-fi dall'altra, tenute assieme dall'impasto new wave di una drum machine che non lascia spazio neanche ad una timida variazione ritmica (Murdermile e Sweet Cloud racchiudono bene il concetto di debordante narcosi sopororifera per endovena).

I Suicide sono ancora qua, con il fiato sul collo, insieme alla corrosività degli MC5 (e pensare che a distanza di quarant'anni riescono ancora a stare su un palco e ad incendiare il pubblico, senza sembrare patetici), con la voce di VV che sgomita fra gli interstizi di Patti Smith e PJ Harvey. Insomma, gli ingredienti sono sempre gli stessi, c'è poco da fare, anche se alcune note di merito bisogna darle alla sinuosità malata e acida di Dead Road 7, alla vena country di Rodeo Town e alla strisciante cantilena su tre note di piano (e dico tre!) della conclusiva Ticked Man. La ricetta può funzionare ancora e funzionerà (la stampa di settore si è già sperticata in lodi a profusione). Non si mette in dubbio la genuinità della proposta dei due, dediti solo a ciò che realmente sanno fare, ma è un dato di fatto che lavorare per detrazione, almeno nel loro caso, impoverisce di molto il prodotto finale precipitando in una pericolosa calligrafia (e non stiamo parlando di un gruppo di cinquanta elementi, ma di due persone... se si continua a togliere, cosa rimane?). Certo è che ascoltati di seguito i dischi dei Kills non si distinguono l'uno dall'altro, rischiando così di accumulare anni e anni di polvere sullo scaffale

(4.0/10)

Scheda: The Kills

Pubblicazione: 01 Gennaio 2005

File under: Indie shit

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Valentina Cassano
Valentina Cassano (Album 2005)

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