Recensione
Circular Sounds Kelley Stoltz
Cover image
Nuggets pop Voti redazione e staff

Kelley Stoltz

Circular Sounds

Sub Pop

Bookmark and Share Gallery

A volte le vecchie collezioni di dischi causano danni irreparabili ai loro possessori. Vedi il sig. Kelley Stoltz, americano all’anagrafe ma - spesso - inglesissimo alle orecchie, che si è messo in testa di riscrivere tutto da solo (o quasi) il pop dei golden sixties; Kinks uber alles, ma anche Donovan, Beach Boys, Velvet Underground, Zombies, i vecchi Floyd... Un gioco – qui arrivato alla quarta puntata – che gli è valso la fiducia della Sub Pop e che, va detto, gli riesce anche piuttosto bene, da buon artigiano qual è.

Circular Soundsè fatto di canzoncine che, una volta assodata la provenienza (Ray Davies, guarda bene nelle tasche!), stanno anche in piedi da sole, ricche come sono di intuizioni melodiche più che felici e di arrangiamenti in sapiente bilico fra lo scolastico e l’eccentrico (il suono è, come per ogni one man band, multistrato e ben farcito); Kelley poi ogni tanto riesce anche a infilarci quel sufficiente pizzico di personalità (specie nel gusto, prima che nella sostanza), tuttavia non andando oltre un onesto sforzo di sintesi.

Ma anziché cercare ulteriori giustificazioni per l’artefice, forse sarebbe soltanto il caso di lasciarsi andare al prodotto, ovvero le canzoni: i gustosi confetti orch-pop di Everything Begins (Sufjan, occhio, alle tue spalle!), le scosse semi-garage di The Birmingham Eccentric (che vedremo benissimo riletta da Gruff Rhys e i suoi animaloni super-pelosi), le stramberie di You Alone, il rhythm’n’blues à la Band di To Speak To The Girl, lo psych avventuroso di Reflecting, il surf mischiato a barocchismi Left Banke di When You Forget... I filologi del pop vintage ringraziano, commossi.

(7.2/10)

Scheda: Kelley Stoltz

Pubblicazione: 02 Marzo 2008

File under: Nuggets pop

| Archivio
Antonio Puglia
Antonio Puglia (Album 2008)

Rss
copertina pdf #91