Recensione
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Genere

Glitch-electro-hop

Data di uscita

Febbraio 2009

Pubblicazione

27 Gennaio 2009

Harmonic 313

When Machines Exceed Human Intelligence

Warp Records

Mark Pritchard ritorna su Warp. L’uomo mezzo Global Communication si rifà il trucco e fa parlare di sé. Con questo album che è un tornare alla meccanizzazione, alla visione kraftwerkiana (guardate i video e gli artwork del sito) tutto però sporcato di break nero. E quindi di storia hip-hop. Una cosa così non te l’aspetti. Non ti aspetti che la proposta sia coinvolgente e a tratti squassante. Perché il ritorno sulla scena molte volte è un riproporre cose già dette senza pensare alla patina di polvere che hai davanti agli occhi. Qui si ripropone, ma con uno stile che è da archeologia 90.

E in questo inizio anno capiamo che più avanti si va, più gli occhi sono rivolti all’indietro. Ce l’avevano già detto su altri lidi gli O.R.B. e gli Autechre. I vecchi suoni sono lì, ma chi saprà usarli a dovere? C’è ancora qualcuno che riesce a cavalcare le sterminate praterie ambient senza copiare Aphex T.? Sì, ascolta Köln e poi dimmi se il mago del synth ci ha spiazzato o no. C’è ancora qualcuno che sa parlarti col vocoder e distruggerti con una base glitch à la Space Invaders? Sì, ascolta Word Problems. Che lesson. Ci sono ancora quei bei break che sentivamo dalle parti dei Beastie Boys? Vediti il riff di Battlestar e poi muori. C’è ancora qualcuno che ricorda in modo degno la cultura a 8 bit? Cyclotron C64 SID sì. E avanti così. I rimandi sono infiniti, ma non sono nostalgia sterile. Qui si riparte per nuove avventure nella matrix gibsoniana.

Le guerre stellari le vedremo tra un po’ di tempo, quando capiremo che i teen del dubstep sono troppo concentrati a sfornare singoli che durano solo una notte di nerdy videogaming sfrenato. Chi invece ha la forza di prevedere il futuro va oltre il tempo. E questo, cari amici, è uno di quei dischi. Che voi siate Bad o no.

(7.7/10)

Scheda: Harmonic 313

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