Dimenticate le suadenti carezze in slow-motion dei Low, ma anche quelle asperità che mostrano di tanto in tanto. Questo disco in proprio di Alan Sparhawk, chitarrista e fondatore del gruppo di Duluth, si sviluppa su tutt’altri codici. Per dare delle coordinate immaginate il Neil Young desertico della colonna sonora di Dead Man, capolavoro dell’accoppiata Jarmusch/Depp, ma sottraetegli tutti i riferimenti anche minimi al deserto e/o all’epica western.Quel che rimane è blues scheletrico, guitar-sound allo stato più brado, essiccato alla luce della luna tanto cara al gruppo madre, costruito sul solo suono della chitarra e null’altro e che si snoda sulle coordinate più care al minimalismo avant di Alan Licht o Loren Mazzacane Connors.
Il risultato finale – suddiviso in brevi schizzi appena accennati o lunghe suite – è un fluire di onde sonore riverberate, nate da semplici arpeggi ora ambientali, ora minimali dal sapore vagamente blues che si dilatano all’infinito in loops e drones. Apice indiscusso dell’album è il dittico centrale dalle tracce 3 e 4 che, occupando i due terzi dell’intera durata, rappresentano la vera spina dorsale dell’opera. Sagrato Corazòn De Jesù (Second Attempt),dall’intro vagamente flamenco, deborda, si slabbra, fino a sfaldarsi agonizzante verso territori di un neo-western alieno.
How A Freighter Comes Into The Harbor si muove invece da territori ancor più aspri, semi metallici quasi che sia il suono ad essere onomatopea del titolo del brano, per poi disgregarsi in un lungo sibilo dal sapore di un clangore industriale. I pezzi brevi, pur nella loro eterogeneità (dal noise catastrofico di How The Engine Room Sounds alla malsana e geniale cover di Eruption di Eddie Van Halen), restano invece soltanto dei brevi schizzi legati l’un l’altro come parti di un progetto più ampio quasi che l’intera raccolta fosse da vedere come una sorta di concept del post slow-core. Un disco dal mood che si riallaccia ad un sottinteso carsicamente presente nella discografia dei Low, in episodi come Do You Know How To Waltz dall’album The Curtain Hits The Cast o come l’oscurità pressante dell’Ep Songs For A Dead Pilot.
Per chi scrive, e soprattutto visto il curriculum di chi suona, capolavoro dell’autunno.
(7.5/10)
Scheda: Alan Sparhawk
Pubblicazione: 01 Gennaio 2006
File under: rock
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