Recensione
The Floodlight Collective Lotus Plaza
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shoegaze Voti redazione e staff

Lotus Plaza

The Floodlight Collective

Kranky

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I Lotus Plazasono emanazione dei Deerhunter, dato che dietro al moniker non c’è altri che ilchitarrista del combo di Atlanta, Lockett Pundt. Detto questo, ovvio modo diprocedere è di confrontarsi con il gruppo “maggiore”; anche perché (come per Atlas Sound) non si tratta di una fugadalla ragione sociale che ha dato fama e gloria a Pundt e compagni, ma di unprogetto che anzi comprende anche in un brano (Different Mirrors) la “fatica” batteristica diBradford Cox e il missaggio di Brian Foote.

La cosa principale da dire è allora che il confronto con i Deerhunternon esprime per nulla una discontinuità; valga all’ennesima potenza ciò che fudetto per Microcastle – e che del resto si era detto anche in precedenza,con anticipo obiettivo, riguardo alle reminiscenze primi Ride; dietro The Floodlight Collective c’è tantosuono 4AD e tantissimo shoegaze, virato spesso dream-pop. Alcuni episodi (Quicksand) sono mimetici ai liturgismi Galaxy 500 – magari sciolti inulteriore bambagia, altri mescolano le ambientazioni acquose e sbiadite delloshoegaze più dolci con i maturi Spacemen3. Meglio quando si spinge fino in fondo l’opzione trip (These Yeasr); comunque i nomi erano erimangono sempre i soliti. Ora: lo shoegaze secondo chi scrive non èprobabilmente mai rinato. Non almeno così come si suonava quindici anni fa.Rimane il fatto che lo si possa fare bene o male; per quanto un giudizio cosìsia tagliato con l’accetta, rimane da segnalare che Pundt sa fare il su omestiere. Perché è evidente che sia un mestiere.

(6.5/10)

Scheda: Lotus Plaza

Pubblicazione: 01 Marzo 2009

File under: shoegaze

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