Recensione
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Genere

hip-hop/black

Data di uscita

Febbraio 2009

Pubblicazione

01 Marzo 2009

Beat Konducta Vol. 5-6

Madlib

Stones Throw

Dopo aver fatto il gioco del produttore nascostodietro alla presunta faccia di dj, ora Madlibpare volere fare viceversa e fa l’MC punto e basta. Ma questo disco non puòessere letto nella sola ottica della storia di Otis Jackson Jr. E difficilmentepoteva essere diversamente, dato che i capitoli 5 e 6 della serie BeatKonducta sono in realtà un tributo a James “J Dilla” Yancey – o Jay Dee,scomparso tre anni fa, considerato dal produttore black della Stones Throw comeil “Coltrane del Beat”, e in generale da alcuni citato come il miglior beat-makerdi sempre. In effetti la figura ormai passata a mito dell’MC di Detroit ben sisovrappone a Madlib; non solo perché la professione di entrambi è una e trina -dj, produttori ed MC insieme; ma perché a unirli c’è l’amore per il beat, leforme brevi e i cambiamenti repentini; e sopra ogni altra cosa la capacità difar pulsare nel hip-hop il funk e il soul dei ’60 e ’70.

La solarità di J Dilla è sì filtrata dal magone della suarecente mancanza, ma tenuta intatta, in una “gioia nostalgica”; in questoMadlib è bravo; trova episodi di hip-hop Novanta e li associa mirabilmente allastruggenza di pezzi di decine d’anni addietro; il suo ormai noto gioco deilivelli ci fa sentire trascinati nella meravigliosa No More Time? (The Change), per poi disconnetterci con una risatasguaiata e sfumare dentro un altro suono di calda anima, quello di Do You Know (Transition); e lì Otis usaun escamotage che ha un antenato iper-illustre, con la sua operazione geniale;si tratta di quella You’re Nogood cheTerry Riley trattò nel 1968 come nastro su cui fare i propri esperimenti (e divertissements?)minimalisti; qui Madlib tratta l’inizio del brano come una falsa partenza, comeloop minimalista. Ma è solo uno dei giochi delle emergenze – cioè delle coseche emergono e poi tornano 10000 leghe sotto il mare della California - e deilivelli cui Madlib ci ha abituato.

C’è poi un’altra cosa che Madlib sa fare benissimo; è produttore dentro;ma non solo produttore di un disco, cioè persona che sta dietro la stanza deibottoni di un uscita discografica; Madlib calibra le sue azioni da produttoredi una intera scena, di un mondo, quello della black music. E in mezzo a tuttigli altri tributi a Jay Dee, questo forse è meno dettato dal calore umano, ma più dal flusso catalogatorio ed enciclopedico del beat konducta.

(7.0/10)

Gaspare Caliri

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