Recensione
This Face Gnaw
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Noise-drone sintetico Voti redazione e staff

Gnaw

This Face

Conspiracy Records

Gli Gnaw sono la nuova creatura del cantante Alan Dubin, che messi da parte iKhanate presta la sua voce agghiacciante a una ennesima cronaca del terrore.Con lui Jamie Sykes (Burning Witch, Thorr's Hammer) alla batteria, infineCarter Thornton e Jun Mizumachi, insieme a modellare la melma nera, l'abissalenoise sintetico che costituisce la sostanza fondante di questo disco.

Devastante il primo brano, Haven Vault, in cui gli Gnaw sommergono conun oceano di ultrabassi, colpi sparsi di batteria che come un epilogo alcontrario introducono ai sabba infernali post-mortem del resto dell'album. Da Vacant in avanti si innescano ritmi primordiali e vengono alla mente gli Scorn di VaeSolis o una versione black-metal degli Shit&Shine. Feelers esplodecome un'apocalisse in slow-motion, dopo una cupa introduzione si innescamassiccio un implacabile crollo. A venire percosse non sono più pelli ditamburi, ma l'intero segnale, una sequenza temporale scandita da tuoni esquarci. Backyard Frontier, Shard sono psichedelie da bad tripche attraverso percussioni primitive e graffi digitali conducono la mente inluoghi che non si vorrebbe mai esplorare. Pulsazioni convulsive, dissonantinenie si sovrappongono e si distaccano fino a sezionare la percezione, in unasensazione di torbido stordimento che permea tutto il disco. Ma è ancoranell'aritmia di Ghosted che i Gnaw danno il loro meglio, quando Dubindeclama scomposto come dei concetti troppo terribili da spiegare, mentre tutto intorno è buio e disperazione. Delle belle sensazioni.

(7.5/10)

Scheda: Gnaw

Pubblicazione: 01 Marzo 2009

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Leonardo Amico
Leonardo Amico (Album 2009)

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