Recensione
Grrr... Bishop Allen
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Indie pop Voti redazione e staff

Bishop Allen

Grrr...

Dead Oceans

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Per questa nuova uscita i nostri non pescano dal ricco serbatoio degli EP: le 13 canzoni del disco sono infatti tutte nuove, a dimostrazione che il blocco della scrittura di qualche anno fa è definitivamente superato, e che la loro musa è in ottima salute, vista la freschezza con cui scorre la scaletta.

Lontane sia da certe pur piacevoli svenevolezze del precedente che dal lo-fi degli inizi, le composizioni di Grrr.... sono preparate con gli ingredienti soliti del genere: melodie trascinanti, arrangiamenti semplici ma con ogni dettaglio al posto giusto e un velo di ironia che stempera l'enfasi e addolcisce quel filo di rabbia in più rispetto al passato che caratterizza il disco (un'ironia che a noi non dispiace affatto, ma che ha innervosito qualche recensore, convinto evidentemente che scherzare sulle cose significa non prenderle sul serio).

Muovendosi su una linea che tocca Magnetic Fields, Hidden Cameras e la vera musa nascosta di certo indie pop, quel Jonathan Richman maestro del drammatizzare ammiccando, i Bishop Allen mettono insieme un disco ottimo per spiegare ai vostri amici che "rock indipendente" non significa necessariamente fragore e dissonanza, e che ci si può divertire con la taranta di True or False, il rock dell'iniziale Dimmer, lo stomp di Rooftop Brawl i Belle and Sebastian di Shangaied e la "saggezza" di The Ancient Common Sense of Things.

Ma è tutto il disco che funziona, tra un "whoo-whoo" inatteso e perfetto e intelligenti punzecchiate di chitarra nel corpo delle melodie.

Una piacevole conferma, specie nel mese in cui un gruppo che chiamò Pop un suo disco conferma invece di aver perso quella verve che qui invece abbonda.

(7.1/10)

Scheda: Bishop Allen

Pubblicazione: 01 Marzo 2009

File under: Indie pop

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