Recensione
Bromst Dan Deacon
Cover image
electro minimalista Voti redazione e staff

Dan Deacon

Bromst

Carpark

Bookmark and Share Gallery

Ci abbiamo già ragionato a lungo su Dan Deacon. Abbiamo descritto, in occasione dell’uscita della sua scorsa fatica, Spiderman Of The Rings, la vicenda di un passaggio da compositore conservatoriale di musica inimalista ad animatore – pur comunque uguale al se stesso di prima – di schizzatissime piste da ballo electro. La buona notizia è che la sua follia in Bromstnon si è attenuata; eppure è più riflessiva, per così dire. Ci sono meno pacchianerie usate come strumenti – anche se le voci cartoonistiche compaiono ancora qua e là; meno colpi ad effetto, meno vicende tiratissime basate su una sola idea. Red F è l’esempio ideale contiene in sè il potenziale di tre dei brani che animavano Spiderman…e in definitiva è una sofisticata suite minimalista per drum machine e macchine giocattolo.

La successiva Padding Ghost ci suggerisce che Dan non punta al nostro sballo, ma all’ipnosi a grande velocità. Ma il nostro stupore si concentra altrove; Deacon ci concede addirittura quella che nei primi minuti si potrebbe definire una “ballata electro-minimalista”, un “lento” alla sua maniera (tecnica usata anche in Slow With… e Balthirose), che tanto ricorda le armonie di Brian Eno, Snookered; è ovvio che prima o poi quel giro debba diventare un crescendo fino al ballo-sballo, allo scuotimento di teste e bacini; ma sentite il genio che Dan ci mette per creare le condizioni per cui quell’esplosione sia già in corso quando avviene, definitivamente, al sesto minuto; nel frattempo il nostro ha citato con un breakbeat vocale la IDM, e chiuso nel silenzio più notturno dei campanellini che ci approssimano alla traccia che viene dopo, Of The Mountains.

Che dire? Proprio questo mese su SA ragioniamo di brekbit, di hardcore continuum; il brano sembra perfetto per essere messo sul piatto della discussione, ma non solo; abbiamo esposto proprio il quell’articolo le tesi di Simon Reynolds in proposito, da cui siamo partiti; ebbene, il Reynolds cita proprio direttamente Bromst di Dan Deacon come la controparte americana ed euforica del nu-rave britannico. Gli andiamo dietro con una considerazione; Dan con questo disco esce dall’autoreferenzialità necessaria (per uscire dalle accademie) di Spiderman… ed entra in un possibile discorso di movimento a scala più ampia della musica da ballo. E lo fa con un album nettamente meno danzereccio o sfrenato del precedente; forse perché sa che è dal vivo che quello sfracello para-nu-rave può avvenire, mentre il gioco delle parti gli dà la corda necessaria per esporre quello che ha da dire senza foga. Badate bene dunque; il discorso eteroreferenziale non avviene solo perché Deacon fa annusare riferimenti esterni (ancora la tecnica di compressione del break in Woof Woof); ma per la calma con cui le cose vengono suonate.

Non c’è foga, in Bromst, ma asserzione dei propri mezzi e del proprio stato dell’arte. Forse asserzione ripetitiva, ma dal punto di vista di chi scrive ancora una volta convincente, forse sulla lunga più convincente. Era difficilissimo fare un album non prevedibile dopo Spiderman Of The Rings; Bromst non è imprevedibile; è intelligente.

(7.3/10)

Scheda: Dan Deacon

Pubblicazione: 01 Marzo 2009

File under: electro minimalista

| Archivio
Gaspare Caliri
Gaspare Caliri (Album 2009)

Rss
copertina pdf #91