Recensione
Filth Flarn Filth Sexy Prison
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electro-division Voti redazione e staff

Sexy Prison

Filth Flarn Filth

Filth Flarn Filth propone una formula. Mette a confronto due passaggi di stato: il post-punk che da dopo punk si ramifica e sofistica. L’EBM che dalle atmosfere gotiche diventa industriale. Ovviamente il baricentro è spostato più verso quest’ultima focalizzazione, a lambire Reznor e compari, nonostante la traccia d’esordio.

All’intersezione c’è Without Us Some Guys Would Starve, che ricorda tanto i NIN quanto i Killing Joke degli inizi. È bello quando Ian Curtis rimane una quinta per l’electro che di suo ha un’idea da mostrarci, e che del post-punk dei Joy Division non cita nulla (Za of Ages). Sono gli episodi migliori. Per il resto l’industrial va a pescare sempre e irrimediabilmente cliché, ma di quelli verso cui ancora oggi siamo disposti a essere più indulgenti.

Così il post-punk con drum-machine quasi jungle e loop di laptop sembra proporci dei “vorrei ma non posso” New Ordercon ancora Curtis (ma sappiamo bene che per le promesse fattesi tra gli ex Joy Division tutto questo non sarebbe stato possibile, e quindi pensiamo a dei Joy Division stessi dei Novanta). Arrivederci San Dimas, a tal proposito, è intitolata la traccia, a salutare l’incrocio tra d’n’b e post-punk più industriale. Ancora sul genere, poi, Bury My Heart at Vladivostok (BRIAN WEISS' FORBIDDEN BEDROOM MIX), ripristina i Warsawal passaggio di voce da ragazzino a baritono di Ian Curtis. Insomma il mondo di riferimento è molto chiaro. Ma non finirà con rinchiudere in una gabbia i Sexy Prison?

(6.0/10)

Scheda: Sexy Prison

Pubblicazione: 01 Gennaio 2009

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