Scazzo ed elettronica, contrabbasso e synth, tastiere e chitarre acustiche, batteria e tromba.
Da questo cocktail di sonorità, nasce un disco sorprendente, attaccato alla melodia ma capace anche di proporre aggregati strumentali piuttosto raffinati.
Verrebbe da citare Notwist e Yuppie Flu tra le influenze di questi Sportclub, non fosse che l'obliquità crepuscolare dei padri putativi qui si trasforma in una quadratura maggiore dei suoni e in un ricorso a un programming che invece di accennare divide deciso in patterns, invece di rimanere sospeso indaga con criterio contesti stilistici diversissimi tra loro.
E' il caso di Everlast, coronato da ritmiche hip-hop e con un cantato che traffica con Rogue Wave e affini, o magari di Yola, in cui un beat rubato al dancefloor e narcotizzato a dovere gioca con un background di fisarmonica. Vera forza della band ferrarese, comunque, sono proprio le melodie, immediate nella loro semplicità, sospese tra malinconia adolescenziale e post-sbornia, quasi banalizzate in saliscendi di pentatoniche ripetitivi quanto sfacciatamente appiccicosi.
Momenti di pura attitudine pop che se non rendono questo esordio imprescindibile, contribuiscono comunque a dargli un aspetto decisamente attraente e da bollino verde. Insomma, fuor di metafora, un disco per tutti.
(6.9/10)
Scheda: Sport Club
Pubblicazione: 06 Aprile 2008
File under: Elettro pop
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